Incidenti stradali con animali in aumento: le regole su responsabilità, risarcimento e comportamento corretto dopo l’urto.
Negli ultimi mesi il numero di collisioni tra veicoli e animali sul territorio italiano ha raggiunto livelli allarmanti, con conseguenze spesso gravi per i conducenti coinvolti. Secondo i dati raccolti dall’Osservatorio ASAPS nel primo semestre del 2026, si contano 82 incidenti gravi, con un bilancio di 11 vittime e 94 feriti, numeri destinati a far discutere automobilisti e amministrazioni locali.
La maggior parte dei sinistri avviene sulla rete stradale ordinaria, dove la presenza di fauna selvatica o randagia risulta responsabile di oltre l’84% degli episodi. Regioni come Campania, Lombardia e Lazio guidano la classifica negativa, complice anche la crescente diffusione di veicoli elettrici e ibridi, percepiti dagli animali solo all’ultimo istante per la loro silenziosità. Capire come comportarsi subito dopo l’impatto, quali precauzioni adottare al volante e a chi spetti la responsabilità legale diventa quindi essenziale per ogni automobilista.
Cosa fare subito dopo l’urto con un animale in strada
Nell’immediatezza dell’impatto, la priorità assoluta è mettere in sicurezza il veicolo: occorre accendere le quattro frecce e indossare il giubbotto catarifrangente prima di scendere dall’auto. Il passo successivo consiste nel contattare il 112, il Numero Unico di Emergenza, e non il 118, riservato alle urgenze sanitarie umane. L’operatore attiva le Forze dell’Ordine competenti e, quando serve, il Servizio Veterinario della ASL.
Un elemento decisivo per un futuro risarcimento è il verbale ufficiale redatto da Polizia Stradale, Carabinieri o Polizia Locale, unico documento in grado di attestare la dinamica dell’incidente e la presenza dell’animale, anche tramite tracce biologiche come peli o sangue sul mezzo. È utile inoltre fotografare con cura la scena: posizione del veicolo, danni subiti, segnaletica presente e condizioni del fondo stradale. Meglio invece non avvicinarsi né toccare l’animale ferito, perché il dolore e lo spavento potrebbero spingerlo a mordere o a reagire con aggressività.
Prevenzione al volante e ausilio della tecnologia di bordo
Il comportamento degli animali resta per natura imprevedibile, motivo per cui la prevenzione costituisce l’arma più efficace a disposizione dei conducenti. Alla vista di un esemplare in lontananza conviene rallentare subito, con la possibilità di usare il clacson per allontanarlo, evitando però sempre i fari abbaglianti, capaci di ipnotizzare l’animale e bloccarlo in mezzo alla carreggiata. Quando l’impatto risulta inevitabile, la manovra corretta prevede una frenata energica con il volante mantenuto dritto: una sterzata brusca potrebbe causare la perdita di controllo del veicolo o uno sbandamento verso il senso di marcia opposto.
Un valido supporto arriva anche dalla tecnologia di bordo: i moderni sistemi di frenata automatica d’emergenza (AEB) sono in grado di rilevare la presenza di animali di grandi dimensioni sulla carreggiata. Sui modelli più accessoriati, come alcuni SUV e berline di fascia alta, le telecamere termiche a infrarossi (Night Vision) permettono di individuare la sagoma di un animale nel buio, ben prima dei normali proiettori, e avvisano in tempo utile il conducente attraverso il quadro strumenti.
Animali domestici e responsabilità civile del proprietario
Quando il sinistro coinvolge un animale domestico, come un cane o un gatto, oppure un capo di allevamento, la normativa di riferimento resta l’articolo 2052 del Codice Civile. Questa disposizione stabilisce come il proprietario, o chiunque abbia in custodia l’animale, debba rispondere dei danni provocati.
La responsabilità non è però automatica a favore dell’automobilista. In sede giudiziaria, infatti, la colpa del proprietario si somma alla presunzione di responsabilità del conducente prevista dall’articolo 2054, comma 1. Per ottenere un risarcimento pieno occorre dimostrare di aver adottato ogni precauzione utile per evitare l’urto, dal rispetto dei limiti di velocità a una condotta prudente al volante. L’identificazione del proprietario avviene tramite l’Anagrafe Canina, grazie alla lettura del microchip, oppure attraverso marchi auricolari e tatuaggi nel caso di animali da allevamento.
Animali selvatici: la causa spetta alla Regione competente
Diverso è il discorso quando l’animale coinvolto appartiene alla fauna selvatica. Questo patrimonio è di proprietà indisponibile dello Stato, ma la gestione viene affidata agli enti territoriali. Per anni gli automobilisti hanno fatto causa al gestore della strada, come ANAS, i Comuni o le società autostradali, ma una pronuncia delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione (sentenza n. 7969 del 2020) ha fissato un principio chiaro.
L’azione di risarcimento va promossa in primo luogo contro la Regione, o l’ente da essa delegato, sulla base dell’articolo 2052 del Codice Civile. L’ente proprietario della strada risponde solo in casi particolari e ben documentati, ad esempio quando su un’autostrada recintata la rete di protezione presenta squarci o carenze di manutenzione capaci di aver consentito il passaggio dell’animale.
Omissione di soccorso e sanzioni del Codice della strada
Allontanarsi dopo aver investito un animale costituisce un errore grave dal punto di vista legale. L’articolo 189 del Codice della Strada, al comma 9-bis, impone infatti l’obbligo di fermarsi e prestare soccorso tempestivo agli animali d’affezione, da tiro, da soma o da sella. Per chi non si arresta è prevista una sanzione amministrativa compresa tra 421 e 1.691 euro, mentre agli altri utenti presenti sulla scena, se non prestano assistenza, è riservata una multa da 85 a 337 euro.
Le recenti riforme del Codice della Strada hanno inoltre inasprito le pene legate all’abbandono di animali sulla carreggiata. Se tale abbandono provoca un incidente con morti o feriti, il responsabile rischia le medesime pene previste per omicidio stradale o lesioni personali stradali, con l’aggiunta della sospensione o della revoca della patente di guida.
Polizze assicurative, franchigie e clausole da controllare
La normale polizza di Responsabilità Civile Auto, obbligatoria per legge, copre esclusivamente i danni causati a terzi, senza alcuna tutela per i danni subiti dal proprio veicolo. Per proteggersi in modo più completo è possibile sottoscrivere una polizza Kasko, valida indipendentemente dalla responsabilità, oppure una garanzia accessoria specifica per l’”Urto con animali selvatici”.
Prima di firmare questo tipo di copertura è opportuno leggere con attenzione le clausole contrattuali. Quasi tutte le compagnie assicurative richiedono obbligatoriamente il verbale delle autorità per aprire la pratica di sinistro, e non è raro trovare franchigie o scoperti a carico dell’assicurato, oltre a limitazioni riferite soltanto a determinate categorie di animali, come i grandi ungulati selvatici.
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