Credito d’imposta ZLS 2026-2028: come funziona e chi può usarlo


Credito d’imposta per gli investimenti nelle Zone Logistiche Semplificate, aliquote, regioni coperte, finestra di comunicazione e differenze con la ZES.

Il credito d’imposta ZLS premia gli investimenti in beni strumentali nuovi fatti da un’impresa dentro una Zona Logistica Semplificata, con un’aliquota base del 15% che sale fino al 35% per le piccole imprese. La Legge di Bilancio 2026 lo ha prorogato per il triennio 2026-2028, con 100 milioni di euro di dotazione per ciascuna annualità.

Risposta breve

Il credito d’imposta ZLS spetta alle imprese, incluse quelle non residenti, che investono in impianti, macchinari, attrezzature o immobili strumentali dentro una Zona Logistica Semplificata attiva (aree portuali e retroportuali di Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Toscana e Veneto). L’aliquota base è il 15% del costo ammissibile, con maggiorazioni fino al 35% per le piccole imprese. Non è un click-day: si comunica l’investimento all’Agenzia delle Entrate in una finestra fissa (31 marzo-30 maggio) e il credito effettivo dipende da un provvedimento che fissa la percentuale di fruizione sul plafond annuale di 100 milioni.

Che cos’è una Zona Logistica Semplificata

Le ZLS sono state istituite con il decreto legge 60/2024 per rafforzare la competitività dei sistemi portuali e logistici del Centro-Nord, sul modello già sperimentato al Sud con la ZES Unica. Il perimetro comprende aree portuali, retroportuali e le piattaforme intermodali collegate, delimitate da un DPCM per ciascuna regione.

Nel 2026 sono operative le ZLS di Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Toscana e Veneto, a cui si aggiunge la nuova ZLS del Lazio, istituita nel 2026 e estesa a 49 Comuni intorno ai porti di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta. La possibilità di istituire una ZLS è stata estesa anche a Marche e Umbria, in quanto regioni “in transizione” ai fini degli aiuti di Stato. Le ZLS di Piemonte e Valle d’Aosta risultano istituite ma non ancora operative: prima di presentare la comunicazione conviene verificare sul portale dell’Agenzia delle Entrate se la propria unità produttiva ricade in una zona già attiva.

Chi può accedere e su quali investimenti

Possono beneficiare del credito le imprese, incluse quelle non residenti con una stabile organizzazione, che realizzano un programma di investimento in beni strumentali nuovi (impianti, macchinari, attrezzature, anche immobili strumentali) in un’unità produttiva già esistente o da attivare all’interno di una ZLS, limitatamente alle aree ammissibili agli aiuti a finalità regionale secondo il diritto UE.

Due soglie delimitano il perimetro: il progetto deve avere un costo complessivo di almeno EUR 200k, e il costo ammissibile per singolo progetto è comunque limitato a un tetto di EUR 100M, lo stesso meccanismo già in uso per il credito ZES Unica.

Le aliquote: quanto vale il credito

L’intensità di aiuto varia in base alla dimensione dell’impresa e alla zona in cui ricade l’investimento. Nelle zone “c” non predefinite del Centro-Nord, che sono la maggioranza delle aree ZLS attive, l’intensità base è il 15% del costo ammissibile.

A questa base si sommano maggiorazioni per le imprese più piccole:

Dimensione impresa Aliquota indicativa
Grande impresa 15% (base)
Media impresa 25% (15% + 10 punti)
Piccola impresa 35% (15% + 20 punti)

Chi realizza un investimento che rientra nel regolamento UE STEP (Reg. UE 795/2024, sulle tecnologie critiche per la competitività europea) può beneficiare di un’ulteriore maggiorazione di 5 punti, cumulabile con quella dimensionale. Le aliquote vanno sempre verificate sul provvedimento in vigore al momento della comunicazione, perché la classificazione delle zone può cambiare da un anno all’altro.

Come si accede: la comunicazione, non un bando a sportello

A differenza di molti incentivi con clic day o graduatoria, il credito ZLS si attiva con una comunicazione telematica all’Agenzia delle Entrate, secondo i modelli approvati con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 30/01/2026 (n. 3882/2026 per la ZLS, n. 3873/2026 per la ZES Unica, che condivide la stessa meccanica).

Per gli investimenti 2026, la comunicazione delle spese sostenute dal 01/01/2026 e di quelle che si prevede di sostenere entro il 31/12/2026 andava presentata tra il 31/03/2026 e il 30/05/2026. Lo stesso schema si ripete ogni anno del triennio: finestra 31 marzo-30 maggio 2027 per gli investimenti 2027, e così per il 2028.

Perché il credito comunicato non è sempre il credito ottenuto

Il punto che genera più confusione: il credito d’imposta ZLS non funziona a sportello con esaurimento immediato dei fondi, ma nemmeno eroga sempre il 100% di quanto richiesto. L’Agenzia delle Entrate, dopo la chiusura della finestra di comunicazione, emana un provvedimento che fissa una percentuale di fruizione, calcolata rapportando il tetto di spesa complessivo (EUR 100M per ciascuna annualità) al totale dei crediti richiesti da tutte le imprese ammesse.

Se le richieste restano sotto il plafond, la percentuale è il 100% e ogni impresa ottiene l’intero credito comunicato. Se le richieste superano il plafond, la percentuale scende in proporzione e ogni impresa riceve solo una quota del credito indicato in comunicazione. Per l’annualità precedente, quando la misura era già andata a regime, fonti di settore hanno riportato riduzioni della percentuale di fruizione anche significative nei periodi di maggiore richiesta: un dato che va sempre verificato sul provvedimento dell’anno in corso, non dato per scontato in fase di pianificazione dell’investimento.

ZLS o ZES Unica: qual è la differenza

Le due misure condividono la logica (credito d’imposta su investimenti in beni strumentali, comunicazione telematica, provvedimento che fissa la percentuale di fruizione), ma coprono territori e platee diverse. La ZES Unica, istituita con il DL 124/2023, riguarda le regioni del Mezzogiorno; la ZLS, con il DL 60/2024, riguarda le aree portuali e retroportuali del Centro-Nord. Chi ha unità produttive in entrambe le aree deve verificare caso per caso a quale credito ha accesso: non sono cumulabili sullo stesso investimento. Per un confronto completo sulla misura del Sud vale la pena leggere la guida sulla ZES unica e il credito d’imposta per il Mezzogiorno.

Checklist prima di presentare la comunicazione

  1. Verificare che l’unità produttiva ricada in una ZLS già operativa, non solo istituita sulla carta.
  2. Controllare che il progetto superi la soglia minima di EUR 200k e resti sotto il tetto di EUR 100M di costo ammissibile.
  3. Classificare la propria impresa per dimensione (piccola, media, grande), perché cambia l’aliquota.
  4. Verificare se l’investimento rientra nel regolamento STEP per la maggiorazione aggiuntiva.
  5. Preparare la documentazione di spesa prima dell’apertura della finestra di comunicazione (31 marzo-30 maggio), perché il periodo è breve.
  6. Controllare le regole di cumulo con altre agevolazioni prima di sommare il credito ZLS ad altri incentivi sullo stesso investimento: vale la pena rileggere la guida sul cumulo delle agevolazioni e le regole del de minimis.

Domande frequenti

Il credito ZLS è alternativo alla Nuova Sabatini o al credito 4.0?

No, ma la cumulabilità con altre misure va verificata caso per caso rispetto ai massimali di aiuto di Stato applicabili all’investimento specifico, non in automatico. Prima di sommare due incentivi sullo stesso progetto conviene chiarire se si tratta di aiuti di Stato notificati, di aiuti in esenzione o di misure de minimis: la differenza cambia le regole di cumulo, spiegata nella guida su fondo perduto, finanziamento agevolato e credito d’imposta.

Cosa succede se la percentuale di fruizione è inferiore al 100%?

L’impresa utilizza in compensazione solo la quota di credito effettivamente riconosciuta dal provvedimento dell’Agenzia delle Entrate, calcolata sul credito comunicato. Il resto del credito richiesto non viene riconosciuto per quell’annualità.

Come si utilizza materialmente il credito riconosciuto?

In compensazione tramite modello F24, secondo le istruzioni del provvedimento attuativo. Non ci sono anticipi né erogazioni dirette: il credito riduce i versamenti fiscali e contributivi dell’impresa, con tempi diversi rispetto a un contributo a fondo perduto classico, spiegati nella guida sui tempi di erogazione dei contributi pubblici.

Un’impresa estera con una sede in Italia può accedere?

Sì, la misura include esplicitamente le imprese non residenti che operano tramite una stabile organizzazione all’interno di una ZLS ammissibile, alle stesse condizioni delle imprese italiane.

Cosa cambia tra le annualità 2026, 2027 e 2028?

Il meccanismo resta identico (finestra di comunicazione, plafond annuale di EUR 100M, provvedimento sulla percentuale di fruizione), ma ogni annualità ha una propria finestra di comunicazione e un proprio plafond: gli investimenti fatti in un anno non attingono al plafond di un altro.

In sintesi

Il credito ZLS è uno strumento utile per chi investe in un’unità produttiva dentro una delle zone portuali coperte, soprattutto per le piccole imprese che arrivano a un’aliquota del 35%. La finestra di comunicazione è stretta e non prevede proroghe automatiche: pianificare l’investimento e la documentazione con mesi di anticipo, verificando ogni anno il provvedimento aggiornato sulla percentuale di fruizione, è la differenza tra ottenere il credito comunicato per intero o solo una sua quota. Per una valutazione sul proprio caso specifico, contattaci.


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