Bonus bagno 2026, quanto spetta e come recuperare i soldi spesi


Devi rifare il bagno e la sola idea di dover smantellare tutto ti spaventa, figuriamoci poi dopo aver letto un preventivo a quattro o persino cinque cifre. Hai però sentito parlare del bonus bagno, un’agevolazione che consente di recuperare una parte delle spese sostenute e, di conseguenza, di ridurre il costo complessivo dei lavori.

Quando si parla di bonus bagno, però, non bisogna pensare a un contributo riconosciuto dallo Stato prima dell’avvio dei lavori. Si tratta, piuttosto, di una detrazione fiscale che rientra nel più ampio insieme delle agevolazioni previste per le ristrutturazioni edilizie.

La guida dell’Agenzia delle Entrate dedicata proprio a queste agevolazioni ci aiuta quindi a fare chiarezza: vediamo quali interventi eseguiti in bagno possono beneficiare della detrazione, quanto è possibile recuperare e quali condizioni bisogna rispettare per usufruirne.

Cos’è il bonus bagno?

Come anticipato, il bonus bagno non è un contributo a sé stante, bensì il nome con cui viene comunemente indicato il bonus ristrutturazioni quando viene utilizzato per recuperare una parte delle spese sostenute per gli interventi ammessi eseguiti nel bagno.

Si tratta, infatti, di una detrazione fiscale: ciò significa che una parte della spesa sostenuta viene successivamente sottratta dall’Irpef dovuta e di fatto restituita al contribuente.

Nel dettaglio, il beneficio viene suddiviso in dieci rate annuali di pari importo e, per poterne usufruire pienamente, è quindi necessario disporre ogni anno di una capienza fiscale sufficiente ad assorbire la relativa quota.

A beneficiarne sono soprattutto lavoratori dipendenti e pensionati, che normalmente versano l’Irpef e dispongono della capienza necessaria. Il bonus, tuttavia, non è riservato esclusivamente a queste categorie, ma può essere richiesto da tutti i contribuenti assoggettati all’Irpef, residenti o meno in Italia, purché rispettino gli altri requisiti previsti.

Chi in un determinato anno non ha un’Irpef sufficiente non può utilizzare pienamente la relativa rata. Ciò non esclude, però, la possibilità di beneficiare delle quote previste per gli anni successivi qualora la situazione fiscale dovesse cambiare. Va però sottolineato che parte non utilizzata nell’anno per incapienza non viene trasferita alle rate seguenti ma si perde.

Al tempo stesso non è prevista una soglia di reddito che esclude automaticamente dall’agevolazione, anche se per i contribuenti con un reddito complessivo superiore a 75.000 euro si applicano specifici limiti all’ammontare complessivo degli oneri e delle spese detraibili.

Per quali spese se ne può usufruire

Per quanto riguarda il rifacimento del bagno, il bonus può coprire gran parte dei costi sostenuti, ma a condizione che questi siano collegati a un intervento agevolabile. Per le singole abitazioni, infatti, non basta una semplice opera di manutenzione ordinaria: i lavori devono rientrare almeno nella manutenzione straordinaria, come accade quando si realizzano o si integrano i servizi igienico-sanitari.

Una volta rispettata questa condizione, è possibile portare in detrazione sia il costo della manodopera, ad esempio quella di muratori, idraulici ed elettricisti, che quello dei materiali necessari per eseguire e completare l’intervento.

Possono rientrare anche le prestazioni professionali richieste dai lavori, le spese per progettazione, perizie e sopralluoghi, nonché gli altri costi strettamente collegati alla loro realizzazione.

Per quanto riguarda i singoli elementi del bagno, bisogna fare alcune precisazioni:

  • sanitari e rubinetteria possono rientrare tra i materiali agevolabili quando il loro acquisto e la loro installazione fanno parte dell’intervento di manutenzione straordinaria;
  • il box doccia può essere incluso se viene installato nell’ambito del rifacimento agevolabile del bagno. La sua semplice sostituzione, così come il passaggio dalla vasca alla doccia, non è invece sufficiente da sola a far scattare il bonus;
  • il mobile del bagno non rientra automaticamente nella detrazione per ristrutturazione, in quanto si tratta di un elemento di arredo e non di un materiale necessario all’esecuzione dei lavori edilizi.

Lo stesso principio vale per pavimenti, rivestimenti, tinteggiatura e altre opere che, prese singolarmente, sarebbero considerate di manutenzione ordinaria: le relative spese possono essere detratte solo quando risultano necessarie per completare un intervento di manutenzione straordinaria ammesso al beneficio.

Quanto spetta?

Arriviamo adesso al tema più sensibile, quello della parte di spesa che è possibile recuperare. Nel 2026 il bonus bagno prevede una detrazione del 50% per i lavori effettuati sull’abitazione principale, a condizione che la spesa sia sostenuta dal proprietario dell’immobile o dal titolare di un diritto reale di godimento.

Negli altri casi in cui l’agevolazione è ammessa, invece, la detrazione è pari al 36%. Questa percentuale si applica, ad esempio, quando i lavori riguardano un’abitazione diversa da quella principale oppure quando la spesa viene sostenuta da un inquilino o da un familiare convivente.

In entrambi i casi, la detrazione viene calcolata su una spesa massima di 96.000 euro. Ciò significa che è possibile recuperare fino a 48.000 euro con l’aliquota del 50% e fino a 34.560 euro con quella del 36%.

La somma non viene però restituita in un’unica soluzione ma in dieci rate annuali di pari importo, che vengono sottratte dall’Irpef dovuta. Ad esempio, su una spesa di 10.000 euro la detrazione sarà pari a 5.000 euro nel primo caso e a 3.600 euro nel secondo, con un recupero rispettivamente di 500 o 360 euro l’anno per dieci anni.

L’importo effettivamente utilizzabile dipende comunque dalla capienza Irpef disponibile in ciascun anno.

Come beneficiare del bonus

C’è un prima e un dopo per beneficiare del bonus bagno. Il prima riguarda il pagamento dei lavori e la raccolta dei documenti necessari; il dopo, invece, coincide con la presentazione della dichiarazione dei redditi.

Partiamo dal pagamento, ricordando che le spese devono essere pagate mediante bonifico bancario o postale, anche online, dal quale risultino:

  • la causale del versamento, con il riferimento agli interventi di recupero del patrimonio edilizio;
  • il codice fiscale della persona che beneficerà della detrazione;
  • la partita Iva o il codice fiscale dell’impresa o del professionista che riceve il pagamento.

La spesa si considera sostenuta nel momento in cui viene dato l’ordine di pagamento alla banca o a Poste, indipendentemente dalla data in cui la somma viene effettivamente addebitata sul conto. Questa precisazione è particolarmente importante per i bonifici effettuati negli ultimi giorni dell’anno.

Bisogna inoltre conservare la ricevuta del bonifico, come pure le fatture o le ricevute fiscali relative ai lavori e le eventuali autorizzazioni amministrative richieste. Se per l’intervento non è necessario alcun titolo abilitativo, occorre una dichiarazione sostitutiva nella quale indicare la data di inizio dei lavori e attestare che questi rientrano tra quelli agevolabili.

Arriviamo quindi al “dopo”. Per recuperare la spesa bisogna indicarla nella dichiarazione dei redditi relativa all’anno in cui è stato effettuato il pagamento. Devono essere riportati anche i dati catastali dell’immobile e, quando i lavori sono sostenuti da chi lo detiene in affitto o in comodato, gli estremi di registrazione del relativo contratto.

Da quel momento si inizierà a beneficiare della prima delle dieci rate annuali in cui è suddivisa la detrazione, sempre nei limiti dell’Irpef dovuta per ciascun anno.




#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link

Source link

🚀 #Finsubito | Gruppo Retefin

Affianchiamo imprese e professionisti in tutta Italia nell’accesso alle migliori opportunità di Finanza d’Impresa, Finanza Agevolata, Sostenibilità e Compliance. 🇮🇹

💼 Operiamo esclusivamente attraverso mediatori e operatori autorizzati, offrendo un servizio professionale, trasparente e orientato alle reali esigenze della tua impresa.

Consulenza gratuita e zero costi di istruttoria: analizziamo la situazione della tua azienda, individuiamo le opportunità più adatte e ti supportiamo nella valorizzazione del tuo profilo finanziario e aziendale nei confronti di banche e partner.

📈 Dalla diagnosi iniziale alla strategia finanziaria, siamo al tuo fianco per trasformare le esigenze della tua impresa in concrete opportunità di crescita, investimento e sviluppo.

🔎 Scopri come possiamo supportare la tua impresa. 👉 Contattaci per una prima valutazione.