730 e spese universitarie, cosa si può detrarre: la guida per studenti e famiglie – Torino Cronaca


Con settembre alle porte torna uno degli appuntamenti più importanti per milioni di contribuenti: la dichiarazione dei redditi. Per chi presenta il modello 730, la scadenza è fissata al 30 settembre 2026, mentre chi utilizza il modello Redditi precompilato avrà tempo fino al 2 novembre.

Tra le voci che possono alleggerire il conto con il Fisco ci sono anche le spese universitarie. Un capitolo che riguarda studenti e famiglie e che comprende non soltanto le tasse di iscrizione, ma una serie di costi sostenuti lungo il percorso accademico. Attenzione, però: non tutto può essere portato in detrazione.

La detrazione del 19% sulle spese universitarie

La regola di partenza è semplice: per le spese universitarie sostenute nel 2025 è prevista una detrazione Irpef del 19%.

Nel caso delle università statali, il beneficio si applica all’intero importo della spesa sostenuta. Per gli atenei non statali, invece, esistono limiti massimi stabiliti annualmente dal Ministero dell’Università e della Ricerca, che variano in base all’area disciplinare e alla zona geografica.

L’agevolazione può riguardare anche spese pagate nel 2025 ma riferite a più anni accademici, un dettaglio particolarmente importante per chi ha sostenuto costi arretrati o ha regolarizzato la propria posizione universitaria.

Dove indicare le spese nel modello 730

Nel 730/2026, le spese universitarie vanno indicate nei righi da E8 a E10, dedicati alle “Altre spese”, utilizzando il codice 13.

Lo stesso codice deve essere utilizzato anche nel modello Redditi Persone Fisiche, nei righi compresi tra RP8 e RP13.

Quali corsi danno diritto all’agevolazione

La detrazione del 19% copre un’ampia parte dell’offerta formativa universitaria. Rientrano nel beneficio le spese sostenute per:

  • corsi di laurea;

  • lauree magistrali;

  • lauree magistrali a ciclo unico;

  • corsi universitari di specializzazione e perfezionamento;

  • master universitari;

  • dottorati di ricerca;

  • Istituti tecnici superiori;

  • alcuni corsi dei Conservatori di musica e degli istituti musicali pareggiati;

  • corsi statali di Alta formazione artistica, musicale e coreutica (Afam).

La detrazione può spettare anche per i corsi di specializzazione in psicoterapia post-universitaria, purché frequentati presso strutture riconosciute dal Ministero dell’Università e della Ricerca.

Restano invece escluse le spese di iscrizione presso gli istituti musicali privati.

Non solo tasse: le altre spese che si possono detrarre

Il perimetro delle agevolazioni è più ampio della sola retta universitaria. Possono essere considerate, tra le altre, le tasse di immatricolazione e di iscrizione annuale, comprese quelle sostenute dagli studenti fuori corso.

Sono detraibili anche:

  • le spese per la ricognizione della carriera universitaria;

  • le soprattasse relative agli esami di profitto o alla laurea;

  • i costi dei test di ammissione necessari per accedere ai corsi;

  • alcune spese per la formazione degli insegnanti, come percorsi universitari finalizzati all’acquisizione dei crediti richiesti per l’accesso alla professione.

Una possibilità che può fare la differenza soprattutto per chi, nel corso degli anni, ha dovuto interrompere gli studi e successivamente riattivare la propria carriera accademica.

Università all’estero: quando si può ottenere la detrazione

Anche chi studia oltreconfine può accedere al beneficio fiscale. Le spese universitarie sostenute all’estero possono infatti essere portate in detrazione, entro i limiti stabiliti dal Ministero per la corrispondente area disciplinare e in base alla zona geografica collegata al domicilio fiscale del contribuente.

Particolare attenzione è prevista anche per i corsi di teologia presso le università pontificie e per le lauree magistrali degli istituti superiori di scienze religiose, assimilati ai corsi dell’area umanistico-sociale.

Il caso delle università telematiche

Per gli studenti delle università telematiche valgono le stesse regole previste per gli atenei non statali.

Per individuare il limite massimo detraibile occorre fare riferimento all’area disciplinare del corso e alla regione in cui ha sede legale l’università. Se, però, la formazione viene effettivamente svolta in una sede situata in un’altra regione, può assumere rilevanza il luogo in cui il corso viene concretamente frequentato.

Cosa non si può scaricare dal 730

Non tutte le spese affrontate da uno studente possono trasformarsi in uno sconto fiscale. Restano fuori dalla detrazione, ad esempio:

  • l’acquisto di libri;

  • il materiale di cancelleria;

  • gli strumenti musicali;

  • le spese di viaggio, compresi i biglietti ferroviari;

  • i costi per vitto e alloggio;

  • alcune spese sostenute per percorsi formativi privati non riconosciuti.

Non sono inoltre detraibili le spese universitarie che siano state interamente rimborsate dal datore di lavoro in specifiche forme previste dalla normativa fiscale. Se il rimborso è stato soltanto parziale, invece, la detrazione può essere calcolata sulla quota rimasta effettivamente a carico del contribuente.

I limiti legati al reddito

Dal periodo d’imposta 2025 entrano in gioco anche meccanismi di limitazione per i contribuenti con un reddito complessivo superiore a 75 mila euro, tenendo conto del reddito e del numero di figli fiscalmente a carico.

Resta inoltre la regola secondo cui la detrazione spetta integralmente fino a un reddito complessivo di 120 mila euro. Superata questa soglia, il beneficio si riduce progressivamente fino ad azzerarsi al raggiungimento dei 240 mila euro.

La regola fondamentale: pagamenti tracciabili

C’è infine un requisito da non dimenticare: per ottenere la detrazione, le spese devono essere state sostenute con pagamenti tracciabili.

Sono quindi validi, ad esempio, bonifici bancari o postali, carte di credito e di debito, bollettini postali, Mav e sistemi come PagoPA.

Un dettaglio apparentemente tecnico che può rivelarsi decisivo al momento della dichiarazione. Perché tra ricevute, codici da inserire e limiti da rispettare, il percorso verso la detrazione fiscale richiede attenzione. Ma per studenti e famiglie, conoscere le regole può significare recuperare una parte concreta delle spese sostenute per investire nella formazione.


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