Come vi avevamo anticipato ieri nel corso dell’articolo riguardante pro e contro della pensione anticipata a 64 anni contributiva estesa a tutti, quest’oggi vi proporremo il seguito delle analisi del Dott. Perfetto focalizzando l’attenzione su ulteriori aspetti, nello specifico il punto focale del secondo elaborato è questo: poiché entro il 2029 si stima il pensionamento di circa 3.000.000 di lavoratori (i cosiddetti “baby boomer”), come verrebbe gestito anche il pensionamento di altri 240.000 lavoratori? Potrebbe sembrare una domanda banale, ma a nostro avviso comunque é necessario non sottovalutare questo aspetto e chiarirlo.
Chi si occupa in maniera seria di simulazioni, ci dice il Dott. Perfetto, e francamente ritengo che il MEF operi seriamente in questo, si sarà reso conto di poter conteggiare i 240.000 lavoratori nel novero dei 3.000.000 di baby boomer. Un secondo punto focale del secondo elaborato riguarda le misure del mercato del lavoro che il Governo dovrà elaborare per far fronte da qui al 2029 all’uscita dal mondo del lavoro di ben 3.000.0000 di lavoratori.
Nell’elaborato si avanzano due suggerimenti al Governo:
1) compensare il vuoto lasciato dai baby boomer ingaggiando i disoccupati e gli scoraggiati/NEET in progetti ad alto valore pubblico e sociale nei quali il privato non ha interesse ad investire
2) finanziare i nuovi lavoratori canalizzando sussidi di disoccupazione e bonus vari verso progetti ad alto valore pubblico e sociale. Bene a seguito di questa sintesi già molto chiara vi proponiamo l’elaborato intero per chi volesse analizzare a fondo la questione. Vi lasciamo duque alle parole del nostro esperto previdenziale.
Pensione anticipata a 64 anni contributiva estesa a tutti: come si integra con le pensioni dei baby boomer?
“Il Governo ha stimato in 80.000 uscite annue (per una spesa di circa 1,5 miliardi di euro all’anno) la platea dei potenziali aderenti alla pensione a 64 anni estesa a tutti, con l’opzione di usare il TFR come rendita integrativa se non si raggiunge l’importo minimo di 1.638,72 euro lordi mensili.
Occorrerà ora valutare attentamente il rapporto attivi/pensionati da qui al 2029. Quest’arco di tempo, che coincide con la sperimentazione della Proposta della Lega, risentirà infatti del massiccio pensionamento dei cosiddetti “baby boomer” stimati in 3 milioni di lavoratori (FONTE: Il Giornale delle PMI).
Il numero di lavoratori attivi nel 2025 è stato di 24,1 milioni (24.121.000 per la precisione) (FONTE: ISTAT Il mercato del lavoro – IV trimestre 2025).
Il numero di pensionati nel 2025 è stato di 16,4 milioni (16.388.149 per la precisione) (FONTE: INPS Rapporto Annuale XXV Luglio 2026, Tabella 3.1, pag. 256).
Quindi, il rapporto lavoratori attivi/pensionati nel 2025 è stato pari a 24.121.000/16.388.149 = 1,47.
Per il sistema previdenziale italiano, il valore ottimale di sicurezza per garantire la sostenibilità finanziaria nel tempo è un rapporto pari ad almeno 1,5 occupati per ogni pensionato (ovvero 3 lavoratori attivi ogni 2 pensionati) (FONTE: Itinerari Previdenziali). Riguardo tale rapporto Itinerari Previdenziali sostiene:
“Nonostante l’incremento del numero di pensionati con il miglioramento della situazione occupazionale si attesta a 1,4636 il rapporto attivi/pensionati, valore fondamentale per la tenuta di un sistema pensionistico a ripartizione come quello italiano.”
Per mantenere il rapporto attivi/pensionati ancorato alla soglia critica di 1,47 (come è oggi) a fronte dell’esodo di 3 milioni di baby boomer entro il 2029, il Governo si troverà a dovere elaborare misure per il mercato del lavoro di grande portata. E allora sorge spontanea la domanda: la Proposta della Lega di anticipo pensionistico a 64 anni estesa a tutti (per la quale si stimano 240.000 uscite entro il 2029) rischia di portare a 3 milioni e 240 mila le uscite entro il 2029? Ebbene, la risposta è: No.
Certamente si sarà tenuto conto di questo aspetto nelle simulazioni. I 240.000 lavoratori stimati dalla Proposta della Lega sono inclusi nel conteggio complessivo dei 3 milioni di pensionamenti dei baby boomer.
Riguardo a “misure per il mercato del lavoro” il primo suggerimento al Governo è questo: oggi abbiamo 1 milione e 440 mila disoccupati (persone in cerca di occupazione) e 644 mila scoraggiati (coloro che non cercano lavoro ma che sarebbero disponibili a lavorare) (FONTE: ISTAT Il Mercato del Lavoro – II Trimestre 2026). Molti giovani scoraggiati rientrano automaticamente nella definizione di NEET, poiché l’assenza di ricerca attiva del lavoro li allontana contemporaneamente sia dal mondo dell’impiego sia da quello della formazione scolastica o universitaria. A fronte dell’uscita dei 3 milioni di lavoratori baby boomer si potrebbe cominciare a convertire la platea dei disoccupati e degli scoraggiati in forza lavoro attiva.
Il secondo suggerimento al Governo viaggia su un binario parallelo: trasformare lo Stato in “datore di lavoro di ultima istanza”. Invece di limitarsi a erogare sussidi di disoccupazione e bonus vari, l’Esecutivo dovrebbe canalizzare queste risorse per remunerare i cittadini in progetti ad alto valore pubblico e sociale nei quali il privato non ha interesse ad investire. Parliamo, per esempio, di cura di parchi urbani aperti e gratuiti, di consegna di cibo e medicinali a domicilio con operatori adeguatamente pagati e tutelati.
Questa strategia è il tassello mancante per dare credibilità alla Proposta della Lega. Indicando quali misure in tema occupazionale adotterà per sostenere il pensionamento a 64 anni per tutti contestualmente al pensionamento dei 3.000.000 di baby boomer in modo che il rapporto tra attivi e pensionati risulti ancora 1,47 fino al 2029, il Governo dimostrerà che la Proposta della Lega è una riforma seria e non l’ennesimo slogan da campagna elettorale”
Ringraziamo il Dott. Perfetto per questa precisa analisi e per aiutarci sempre in modo puntuale a fare chiarezza sulle proposte che arrivano dal Governo, affinché si sia consapevoli di quanto viene proposto e non ci si faccia ingannare solo dal ‘fumo negli occhi’ del periodo preelettorale, come sta avvenendo su tante dichiarazioni, anche in altri ambiti oltre a quello pensionistico, che ci lasciano molto perplessi.
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