Il dibattito sul fisco italiano si arricchisce di un nuovo capitolo. Dopo l’approvazione della rottamazione quinquies nella Legge di Bilancio 2026, il confronto politico si sta già spostando su un’ipotesi più ambiziosa: una sanatoria fiscale strutturale, capace di superare i limiti fissati dalla misura attualmente in vigore. Tra emendamenti al decreto fiscale, pressioni della maggioranza e le prime bozze della manovra 2027, l’orizzonte è quello di una pace fiscale allargata, che potrebbe coinvolgere milioni di contribuenti con pendenze verso l’Agenzia delle Entrate Riscossione.
Cos’è oggi la rottamazione quinquies
La rottamazione quinquies consente ai contribuenti di sanare i debiti affidati agli agenti della riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023, derivanti da omesso versamento di imposte o contributi previdenziali. Chi aderisce paga soltanto il capitale residuo, le spese di notifica e di procedura, mentre sanzioni e interessi di mora vengono azzerati.
Il piano di pagamento prevede fino a 54 rate bimestrali, distribuite su un arco temporale di circa nove anni, con la prima scadenza fissata al 31 luglio 2026 e l’ultima al 31 maggio 2035. La decadenza dal beneficio scatta in caso di mancato pagamento di due rate, anche non consecutive, una regola più rigida rispetto ad alcune proposte iniziali che chiedevano maggiore tolleranza.
Restano tuttavia esclusi dalla misura i debiti derivanti da avvisi di accertamento, chi non ha mai presentato la dichiarazione dei redditi per gli anni interessati e, salvo modifiche, chi ha già aderito alla precedente rottamazione quater senza possibilità di transito automatico verso la quinquies.
Perché si parla di andare oltre i limiti attuali e le misure per una nuova sanatoria fiscale
Fin dalla sua approvazione, la rottamazione quinquies è stata definita da più parti come una sanatoria selettiva e chirurgica, molto più circoscritta rispetto alle precedenti edizioni. Proprio questa impostazione ha alimentato un nuovo fronte di pressione politica, in particolare da parte della Lega, che aveva promosso l’iniziativa originaria con caratteristiche più generose.
Gli emendamenti presentati al decreto fiscale n. 38 del 2026, attualmente in discussione al Senato, puntano a trasformare la misura in una pace fiscale più ampia, simile nell’impianto alle rottamazioni degli anni precedenti. Tra le richieste più ricorrenti compaiono l’estensione della platea dei debiti sanabili, l’inclusione degli avvisi di accertamento, una maggiore flessibilità sulle scadenze di pagamento e la possibilità per chi sta già pagando la rottamazione quater di trasferire i propri debiti nella nuova procedura.
Sulla base delle proposte emerse nel confronto parlamentare, ecco i punti principali attorno a cui potrebbe costruirsi un ampliamento di una vera e propria sanatoria fiscale strutturale:
Estensione della platea dei debiti sanabili
Uno dei temi centrali riguarda l’inclusione degli avvisi di accertamento, oggi esclusi dalla rottamazione quinquies. Diverse forze politiche, incluse componenti dell’opposizione moderata come Azione, hanno chiesto di rivedere questo limite, sostenendo che escludere gli accertamenti riduce sensibilmente il numero di contribuenti che potrebbero beneficiare della misura.
Tasso di interesse più basso
Tra le proposte più discusse figura la riduzione del tasso di interesse applicato alle rate, con un’ipotesi che porterebbe il costo del piano di dilazione intorno al 3 per cento, contro percentuali più elevate previste dalla bozza attuale. Un intervento di questo tipo renderebbe la sanatoria più conveniente soprattutto per chi opta per piani di pagamento lunghi.
Regole di decadenza più flessibili
Un secondo fronte riguarda la revisione dei meccanismi di decadenza, considerati da molti operatori troppo severi. L’ipotesi allo studio prevede una maggiore tolleranza in caso di ritardo nel pagamento di una singola rata, evitando che un errore isolato faccia perdere l’intero beneficio della definizione agevolata.
Stralcio dei debiti di importo minimo
Tra le ipotesi circolate durante l’iter parlamentare compare anche lo stralcio automatico dei debiti sotto una determinata soglia, indicativamente fissata in mille euro, per liberare l’amministrazione finanziaria da posizioni di scarsa rilevanza economica e semplificare la gestione dei carichi più datati.
Sanatoria per i tributi locali
Accanto alla rottamazione statale, gli enti locali hanno la possibilità di aderire ad una rottamazione comunale, cioè la facoltà di deliberare autonomamente condoni per entrate tributarie e patrimoniali come IMU, TARI, bollo auto e multe stradali. Si tratta di un percorso parallelo e distinto rispetto alla rottamazione quinquies, con regole stabilite comune per comune tramite regolamento, e con esclusione di alcune imposte per le quali la legge mantiene comunque l’onere a carico del debitore.
Ipotesi di nuovi condoni settoriali
Il quadro delle sanatorie allo studio non si esaurisce nella rottamazione delle cartelle. Tra le misure che potrebbero affiancarsi nella manovra 2027 si segnalano un possibile nuovo condono edilizio, ispirato ai modelli del 1985 e del 2003, con una platea più ampia di abusi sanabili ma con esclusione delle aree sottoposte a vincolo, e la riproposizione del cosiddetto condono oro, una sanatoria straordinaria pensata per favorire l’emersione di patrimoni e capitali non dichiarati.
Il nodo delle coperture finanziarie
Ogni ipotesi di ampliamento della sanatoria fiscale si scontra con la necessità di garantire coperture adeguate. Il percorso di rientro del rapporto deficit e PIL, che secondo il Documento di finanza pubblica dovrebbe scendere fino al 2,5% entro il 2028, impone al governo margini di manovra limitati. Le stime sui primi incassi della rottamazione quinquies indicano un gettito atteso intorno ai 500 milioni di euro entro il 2026, con un orizzonte temporale degli effetti che si estende fino al 2035.
Proprio per questo motivo, il presidente della Commissione Finanze del Senato ha più volte ricordato come la nuova rottamazione sia stata ridimensionata rispetto alla proposta iniziale, e come qualunque ulteriore apertura dovrà comunque fare i conti con gli equilibri complessivi della manovra.
Cosa cambia per i contribuenti in attesa della manovra 2027
Nel frattempo, l’attenzione del legislatore si sta progressivamente spostando anche sulla prossima Legge di Bilancio 2027, il cui impianto dovrebbe concentrarsi su misure a sostegno del potere d’acquisto, come l’estensione dell’aliquota IRPEF al 33% per i redditi fino a 60mila euro. Non è escluso che proprio in quella sede possano trovare spazio ulteriori interventi sul fronte della definizione agevolata dei debiti fiscali, qualora gli emendamenti attualmente in discussione non dovessero essere approvati entro i tempi previsti per il decreto fiscale.
Per i contribuenti interessati, la raccomandazione degli esperti resta quella di monitorare l’evoluzione normativa senza sospendere gli adempimenti in corso: le scadenze già fissate dalla rottamazione quinquies restano valide fino a quando il Parlamento non modifica formalmente la legge, e un’eventuale sanatoria più ampia si applicherebbe comunque secondo le regole che saranno definite nel testo finale.
Dott. Giovanni Matano
Il Dott. Giovanni Matano è un esperto di fiscalità pratica e consulente fiscale con oltre 15 anni di esperienza nel settore. Laureato in Economia e Commercio presso l’Università Bocconi di Milano, ha dedicato la sua carriera a supportare piccole e medie imprese nella pianificazione fiscale e nell’ottimizzazione delle agevolazioni fiscali. La sua competenza si estende anche …
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