La Mostra del Cinema di Venezia è tornata a essere anche il luogo nel quale fare il punto sullo stato di salute dell’industria cinematografica e audiovisiva italiana. Nella mattinata di giovedì 3 settembre, all’Italian Pavilion dell’Hotel Excelsior del Lido, la Direzione generale Cinema e audiovisivo del Ministero della Cultura ha presentato la quindicesima edizione del report I numeri del cinema e dell’audiovisivo italiano – Anno 2025, uno studio che fotografa produzione, investimenti pubblici, tax credit e ricadute occupazionali del comparto. All’incontro sono intervenuti il sottosegretario alla Cultura Lucia Borgonzoni e il direttore generale Cinema e audiovisivo Giorgio Carlo Brugnoni, mentre a Bruno Zambardino della DGCA è stato affidato il compito di illustrare i numeri.
La presentazione è stata però anche l’occasione per affrontare uno dei temi che più hanno occupato il settore negli ultimi mesi: lo smaltimento delle pratiche arretrate e la disponibilità delle risorse pubbliche. Borgonzoni ha ricordato le difficoltà accumulate negli anni a causa dell’elevato numero di richieste rispetto al personale disponibile, rivendicando allo stesso tempo il recupero delle risorse per il Fondo cinema e audiovisivo e il lavoro avviato per rivedere i meccanismi di sostegno. Per il 2026 sono stati recuperati 70 milioni di euro aggiuntivi, mentre nuove risorse sono previste anche per il prossimo anno, in un quadro che si accompagna alla riforma complessiva della normativa sul settore attualmente all’esame del Parlamento.
Il dato sul quale Borgonzoni ha posto maggiormente l’accento riguarda tuttavia le risorse effettivamente rimesse in movimento dall’inizio dell’anno. «I dati del 2026 parlano chiaro, le risorse complessivamente sbloccate quest’anno a sostegno del cinema e dell’audiovisivo hanno raggiunto circa 750,3 milioni di euro, tra tax credit e ulteriori strumenti di sostegno. Un risultato che conferma quanto questo comparto sia centrale per l’economia culturale del Paese, e che ci spinge a proseguire nel lavoro di squadra con il sistema bancario e finanziario per costruire strumenti sempre più efficaci, capaci di accompagnare la crescita e la competitività delle nostre imprese anche sui mercati internazionali», ha dichiarato il sottosegretario.
Sul lavoro amministrativo compiuto dalla DGCA è intervenuto Brugnoni. Secondo i dati illustrati durante l’incontro, all’inizio del percorso erano circa 2.000 le pratiche di tax credit ancora in attesa di istruttoria: in sette mesi ne sono state lavorate circa 1.500, mentre sono stati riconosciuti crediti d’imposta preliminari per oltre 500 milioni di euro su 1.520 pratiche. Parallelamente la Direzione ha lavorato alla revisione delle regole relative ai contributi selettivi, alla promozione e ai contributi automatici, con l’obiettivo di sbloccare anche risorse rimaste ferme dalle annualità precedenti. Sul fronte del rapporto con gli operatori sono state inoltre introdotte la piattaforma “DGCA incontra”, attraverso la quale si sono svolti centinaia di appuntamenti con il settore, e una nuova sezione di FAQ per rendere più chiari procedure e strumenti disponibili.
«La fotografia del settore che ci viene fornita dallo studio consente di comprenderne le trasformazioni, misurare gli effetti delle politiche di sostegno e cogliere il valore che il cinema e l’audiovisivo generano per il Paese. Questa edizione dei “numeri” estende ulteriormente il proprio sguardo, offrendo una lettura sempre più esaustiva di un comparto dinamico, capace di produrre cultura, economia e occupazione e di generare un impatto positivo nei territori. La conoscenza di questi dati permette di avere strumenti più solidi per affrontare le sfide del presente e costruire le politiche per il futuro», ha dichiarato Brugnoni.
Il report sui numeri del cinema italiano nel 2025
Entrando nel merito del rapporto, la produzione cinematografica italiana mostra nel 2025 una sostanziale tenuta sul piano quantitativo. Sono 403 i lungometraggi che hanno completato la procedura di classificazione, lo 0,8% in più rispetto al 2024 e il 29% in più rispetto al 2021. Di questi, 272 sono film interamente italiani – 150 opere di finzione e 122 documentari – ai quali si aggiungono 92 coproduzioni, per un totale di 364 film italiani ammissibili. Le coproduzioni risultano però in calo del 10,6% rispetto all’anno precedente.
Diminuisce anche il valore complessivo della produzione. Il costo totale dei film prodotti si è attestato a 799 milioni di euro, il 4,6% in meno rispetto al 2024. Il tax credit continua a rappresentare la quota maggiore degli investimenti pubblici nazionali, con 215 milioni di euro destinati alla sola produzione cinematografica, mentre i contributi selettivi assegnati alle opere di iniziativa italiana hanno raggiunto i 35 milioni, in crescita del 16%. In discesa, invece, la presenza femminile alla regia: le registe di film di finzione e documentari rappresentano il 18% del totale, contro il 20% del 2024.
Tra i dati più rilevanti per il mercato theatrical c’è quello relativo agli incassi dei film presi in esame dal rapporto: nel 2025 hanno raggiunto complessivamente 180 milioni di euro, tornando per la prima volta sui valori pre-Covid registrati nel 2019. Un recupero che presenta tuttavia una differenza significativa rispetto a sei anni prima, perché ottenuto con un numero maggiore di film arrivati nelle sale ma con un numero inferiore di spettatori.
Più marcata la contrazione registrata sul fronte della produzione audiovisiva. Le opere televisive e web per le quali è stata consegnata la copia campione sono state 226, il 18% in meno rispetto al 2024, pur restando il 41% sopra i livelli del 2021. Il costo complessivo è sceso da circa un miliardo a 814 milioni di euro, con una flessione del 19%. Anche in questo segmento il tax credit costituisce la principale forma di investimento pubblico nazionale, con 231 milioni di euro destinati alla produzione.
Tax credit internazionale e set italiani
Cresce invece il peso del tax credit internazionale. Nel solo 2025 sono state presentate richieste per 36 film, contro i 13 dell’anno precedente, per un ammontare complessivo di 198 milioni di euro. Tra il 2016 e il 2025 le domande hanno riguardato 231 film e oltre 738 milioni di crediti d’imposta, a fronte di investimenti complessivi per 1,98 miliardi. Per televisione e web, nello stesso arco temporale, le richieste hanno interessato 212 opere per oltre 481 milioni di euro di credito d’imposta e 1,3 miliardi di investimenti.
Infine, i dati raccolti da SLC-CGIL restituiscono la dimensione produttiva e occupazionale dei set italiani. Nel 2025 sono state presentate 235 richieste di inizio lavorazione, contro le 215 del 2024, con un picco di 38 produzioni avviate nel mese di ottobre. I lungometraggi rappresentano il 66% dei set attivati, mentre il 68% delle produzioni è interamente italiano. Le lavorazioni partite nel corso dell’anno hanno totalizzato circa 1.658 settimane, delle quali 1.598,5 trascorse sul territorio nazionale, con Roma al primo posto tra le location. Gli addetti coinvolti sono stati circa 18.000, duemila in più rispetto al 2024, per una stima complessiva di 801.552 giornate lavorative. Tra le produzioni straniere guidano gli Stati Uniti, mentre sul fronte delle coproduzioni internazionali la Francia si conferma il principale partner dell’Italia, con 11 progetti sui 36 complessivi.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
In caso di citazione si prega di citare e linkare boxofficebiz.it
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link


