Tra gli interventi chiave del programma, la creazione di un centro nazionale di analisi dei dati che saranno messi a disposizione delle Amministrazioni
Rafforzare le competenze di Stato e Länder rendendo più stringente la cooperazione tra autorità finanziarie e investigative: è questa la dichiarazione d’intenti che ha accompagnato la presentazione del Piano di azione della Germania in materia di contrasto all’evasione fiscale e alla criminalità finanziaria.
Il programma condiviso dal Ministro delle finanze Lars Klingbeil e dalla Ministra della Giustizia Stefanie Hubig ha come obiettivo il contrasto ai comportamenti fiscalmente illeciti.
Si tratta di un vero e proprio manifesto programmatico, una sorta di vademecum di 26 misure che affronta trasversalmente e su più livelli i prossimi step nella lotta alle frodi: dall’interconnessione tra autorità finanziarie e investigative, passando per l’unione di competenze a livello federale e territoriale fino a giungere all’analisi dei dati e del rischio di condotte evasive ed elusive.
Le misure del Piano d’azione
Le 26 misure del Piano, divise per categoria di intervento, agiscono su due fronti: quello erariale di contrasto all’evasione fiscale e quello penale di confinamento dei fenomeni di criminalità finanziaria. Il metodo è sistemico e si fonda su controlli efficaci, sanzioni più severe, rafforzamento delle autorità investigative, utilizzo condiviso dei dati e cooperazione internazionale.
Rafforzare il contrasto all’evasione e alle frodi fiscali
Il documento interviene in più ambiti di azione. Intende contrastare il lavoro nero e le realtà fraudolente ad esso associate e inasprire il trattamento penale delle forme più gravi di evasione fiscale, portando a 15 anni il limite massimo di pena per i reati in ambito finanziario.
Per quanto riguarda le misure fiscali, troviamo nei punti che seguono le linee guida per aumentare l’equità e ridurre al minimo le perdite di gettito:
- adozione di un Piano di revisione federale in grado di orientare i controlli sulle grandi realtà economiche e le strutture aziendali più complesse del Paese
- contrasto alla pianificazione fiscale aggressiva. Lo Stato tedesco si propone di passare al setaccio le cosiddette “zone grigie”: strategie societarie che sfruttano le asimmetrie tecniche e le lacune del sistema fiscale per ridurre al minimo l’onere tributario delle multinazionali
- semplificazione del linguaggio normativo, per rendere più chiare e trasparenti le regole tributarie (pensiamo alla standardizzazione delle dichiarazioni dei redditi). L’effetto positivo sarà duplice, sui contribuenti e sulle autorità fiscali che beneficeranno di un carico di lavoro alleggerito.
Un approccio preventivo
Un sistema di sanzioni credibile protegge la concorrenza leale e la fiducia nello Stato di diritto. Le sanzioni imposte a entità giuridiche e associazioni vengono modificate dal Piano, con la previsione di limiti massimi per quelle amministrative, aumentabili secondo le contingenze del caso concreto.
Ancora. È stata programmata l’abolizione dell’impunità a seguito della divulgazione volontaria di informazioni. Il sistema di divulgazione volontaria crea incentivi sbagliati, incoraggiando i contribuenti a fornire informazioni fiscali solo se temono di essere individuati o se intendono usare quelle informazioni privilegiate come merce di scambio per ottenere l’esclusione di responsabilità per i reati specifici. Ulteriore obiettivo del Piano è acquisire dati e segnalazioni e incentivare la formalizzazione di denunce private con la garanzia di protezione per gli informatori.
Strutture investigative più “forti”
Il documento programmatico stimola la cooperazione tra amministrazioni fiscali, dogane e forze di polizia. È in agenda, infatti, la creazione di un nuovo Centro per la lotta al crimine fiscale e al crimine finanziario che sarà istituito all’interno dell’amministrazione doganale ù e che, secondo il Ministro delle finanze tedesco, “consentirà uno stretto coordinamento delle indagini da parte delle autorità federali e territoriali”.
Questo polo investigativo trova il proprio modello di riferimento nel Joint Counter-Terrorism Centre (GTAZ), con l’obiettivo di traslare su un piano internazionale, al di là dei confini dei Länder, il sistema di contrasto alle frodi.
L’attività di rafforzamento non si ferma a questo: le competenze federali in materia di indagini fiscali verranno ampliate e, insieme ad esse, anche l’ambito di azione delle strutture doganali. Una profonda riorganizzazione dell’Ufficio centrale per le indagini sulle transazioni finanziarie (FIU) e dell’Ufficio federale di polizia criminale (BKA) porterà maggiore incisività e rapidità nelle operazioni interdisciplinari di contrasto al riciclaggio di denaro.
Dati e tecnologia in chiave antievasione: dall’Iva alle criptovalute
Uno degli aspetti più innovativi riguarda la digitalizzazione. Cavalcando l’onda del progresso tecnologico degli ultimi anni, il Piano strizza l’occhio al risvolto che ciò può significare sul terreno delle misure fiscali. L’effetto più impattante riguarda diversi ambiti di azione:
- creare un centro nazionale di analisi dei dati in collaborazione con i Länder e consentirne alle amministrazioni l’accesso simultaneo per il tramite di piattaforme condivise. La banca dati sfrutterà il potenziale dell’intelligenza artificiale per riconoscere i modelli finanziari e intercettare i casi sospetti in una fase precoce;
- realizzare un “laboratorio fiscale” del futuro, rafforzando la ricerca empirica in materia tributaria;
- attuare i reporting IVA elettronici, cioè sistemi di dichiarazione IVA in tempo reale e a portata individuale per combattere efficacemente le frodi IVA;
- estendere da 10 a 15 anni il tempo di conservazione dei documenti contabili;
- prevedere la “localizzazione dei dati fiscali”, ovvero l’obbligo per determinate imprese extra-UE di conservare le loro informazioni fiscali su server localizzati in Germania;
- prescrivere la necessaria dotazione di registratori di cassa per prevenire le manipolazioni nei settori ad alta intensità di contante;
- sviluppare strumenti investigativi di analisi blockchain per monitorare le transazioni in criptovalute, di modo che l’anonimato delle operazioni non costituisca uno strumento agevolativo dei comportamenti illeciti;
- redigere un registro pubblico delle imprese condannate per gravi reati fiscali per garantirne la conoscibilità da parte dei terzi;
- definire una stima scientifica periodica del tax gap (differenza tra imposte dovute e riscosse);
I prossimi step
Sul fronte “esteri”, il Governo intende implementare gli accordi internazionali sullo scambio di informazioni e promuovere standard comuni in ambito UE, OCSE e ONU.
É in agenda, inoltre, l’adozione del progetto di Legge sulla giustizia finanziaria doganale (Zollfinanzgerechtigkeitsgesetz). La nuova Legge, che entrerà in vigore il 1° gennaio 2027, implementerà i componenti chiave del Piano d’azione contro la criminalità fiscale e finanziaria.
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link


