Le scriventi Organizzazioni Sindacali FILT CGIL, FIT CISL e UILTRASPORTI intendono sottoporre alla Vostra attenzione la crescente ed ormai insostenibile problematica derivante dall’aumento dei costi del gasolio e della benzina, che sta producendo effetti pesantissimi sull’intero sistema dei trasporti.
L’aumento del costo dei carburanti sta incidendo profondamente sui bilanci delle aziende che operano nel settore, determinando un significativo incremento dei costi di esercizio e, conseguentemente, una progressiva erosione delle risorse economiche previste nei contratti di servizio e nei contratti di trasporto attualmente in essere.
Una situazione che riguarda indistintamente numerosi comparti del sistema della mobilità e della logistica: dal trasporto pubblico locale al trasporto delle merci, dal trasporto su gomma a quello ferroviario, marittimo ed aeroportuale, fino a tutte quelle attività che utilizzano le cosiddette Vie del Mare, sia nell’ambito dei servizi regolati da contratti pubblici, sia nell’ambito delle attività private.
Le aziende del settore stanno affrontando, ormai da mesi, uno sforzo economico straordinario per garantire la continuità dei servizi, evitare riduzioni dell’offerta di trasporto e preservare i livelli occupazionali. Tuttavia, non può essere chiesto indefinitamente alle imprese di assorbire incrementi dei costi così rilevanti utilizzando esclusivamente risorse già destinate alla gestione dei servizi ed agli investimenti.
Il rischio concreto è che il progressivo aumento dei costi dei carburanti finisca per mettere in discussione la sostenibilità economica di numerosi servizi, con possibili ripercussioni sull’occupazione, sulle condizioni di lavoro, sulla qualità del trasporto e, inevitabilmente, sulle tariffe a carico dei cittadini.
Ancora una volta, infatti, il rischio è che il prezzo delle crisi internazionali venga scaricato interamente sull’economia reale: sui lavoratori, sulle imprese e sulle famiglie.
Le tensioni internazionali e le vicende belliche che stanno interessando alcune aree strategiche per l’approvvigionamento energetico mondiale, compresa la delicata situazione relativa allo Stretto di Hormuz, vengono indicate come una delle principali cause dell’aumento dei prezzi dei prodotti petroliferi.
Tuttavia, riteniamo necessario porre con forza una questione che non può essere ignorata.
Non tutto il petrolio utilizzato nei mercati europei ed italiani transita attraverso quelle aree e non sempre alle tensioni geopolitiche corrisponde una reale e proporzionale riduzione della produzione mondiale di petrolio.
Per questo motivo, è necessario comprendere fino in fondo quanto degli aumenti che stanno gravando su cittadini ed imprese sia realmente riconducibile a condizioni oggettive di mercato e quanto, invece, possa essere determinato da dinamiche speculative che finiscono per generare enormi profitti lungo la filiera energetica.
Non è accettabile che ogni crisi internazionale diventi automaticamente il presupposto per aumentare il prezzo dei carburanti, mentre lavoratori, cittadini e imprese sono chiamati, senza alcuna alternativa, a sopportarne tutte le conseguenze.
Particolarmente grave è la condizione di migliaia di lavoratrici e lavoratori che quotidianamente utilizzano il mezzo privato per raggiungere il proprio posto di lavoro o per far fronte alle normali esigenze della vita quotidiana.
Per molti cittadini l’automobile non rappresenta una scelta, ma una necessità, soprattutto nelle aree dove il trasporto pubblico non riesce ancora a garantire collegamenti adeguati, frequenti e pienamente rispondenti alle esigenze di mobilità.
L’aumento del prezzo della benzina e del gasolio rappresenta quindi, di fatto, una ulteriore tassa indiretta sul lavoro e sulla vita quotidiana delle persone.
Per queste ragioni FILT CGIL, FIT CISL e UILTRASPORTI chiedono alla Regione Campania di avviare tutte le iniziative necessarie con il Governo, utili a chiarire quali azioni concrete si intendano mettere in campo per affrontare questa emergenza e sostenere il sistema dei trasporti.
In particolare, chiediamo di valutare con urgenza:
- l’attivazione di strumenti straordinari di sostegno alle aziende di trasporto maggiormente esposte all’aumento dei costi energetici;
- l’adeguamento delle risorse economiche previste nei contratti di servizio e nei contratti di trasporto, affinché gli incrementi eccezionali dei costi non vengano scaricati sui servizi e sull’occupazione;
- misure specifiche per il settore del trasporto marittimo e delle Vie del Mare, particolarmente esposto alla volatilità dei prezzi dei carburanti;
- interventi di sostegno per il trasporto delle merci e per l’intero comparto della logistica;
- misure concrete per tutelare i cittadini, le lavoratrici ed i lavoratori che utilizzano quotidianamente il mezzo privato per raggiungere il proprio posto di lavoro;
- un rafforzamento dei controlli sull’andamento dei prezzi dei carburanti e sull’intera filiera petrolifera, al fine di contrastare eventuali fenomeni speculativi.
Nel dibattito pubblico si torna a parlare della possibilità di intervenire sugli extraprofitti delle grandi società petrolifere, così come in passato si è discusso degli extraprofitti realizzati dal sistema bancario.
Ma la domanda che oggi poniamo alle Istituzioni è semplice: questa volta si intende realmente intervenire oppure, ancora una volta, assisteremo a grandi annunci ai quali non seguiranno provvedimenti concreti?
Non possiamo continuare ad assistere ad un sistema nel quale, quando si verificano condizioni straordinarie, i costi vengono immediatamente socializzati e scaricati sulla collettività, mentre gli eventuali profitti straordinari rimangono concentrati nelle mani di pochi grandi gruppi economici.
Se esistono effettivamente extraprofitti generati da condizioni eccezionali e da dinamiche speculative, allora è giusto che una parte di quelle risorse venga restituita alla collettività ed utilizzata per sostenere il sistema produttivo, il trasporto pubblico, la mobilità, le imprese e le famiglie.
Non può essere sempre il lavoro a pagare il prezzo delle crisi. Non possono essere sempre le aziende che garantiscono servizi essenziali a dover assorbire costi imprevedibili. Non possono essere sempre i cittadini a vedere diminuire il proprio potere d’acquisto.
Il trasporto rappresenta un settore strategico per l’economia regionale e nazionale. Garantire la sostenibilità delle aziende significa garantire continuità dei servizi, tutela dell’occupazione, qualità della mobilità e diritto alla mobilità delle persone e delle merci.
Per tali ragioni, FILT CGIL, FIT CISL e UILTRASPORTI ritengono urgente l’attivazione di un confronto istituzionale finalizzato ad individuare misure concrete, immediate e strutturali per affrontare gli effetti dell’aumento dei costi dei carburanti.
Non servono dichiarazioni di principio.
Servono scelte, risorse ed interventi immediati.
Perché, ancora una volta, non possiamo consentire che dietro le grandi crisi internazionali si nascondano rendite, speculazioni e profitti straordinari, mentre il conto finale viene presentato a chi lavora, a chi produce ed a chi ogni giorno deve semplicemente spostarsi per vivere.
Distinti saluti.
I Segretari Generali
FILT-CGIL FIT-CISL UILTRASPORTI
A.Lustro M. Aversa P. Ferraiuolo
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