Negli Stati Uniti, il PCE sale del 3,7% annuo, con la componente core al 3,3%, confermando pressioni sui prezzi ancora incompatibili con un rapido allentamento monetario. A Jackson Hole, Kevin Warsh mantiene una linea restrittiva e porta al 60% la probabilità di un rialzo Fed a settembre. Allo stesso tempo, il BLS rivede al ribasso di 79.000 unità la crescita occupazionale dell’ultimo anno, rafforzando il quadro di un mercato del lavoro più debole. Sul commercio, lo scontro con il Canada si intensifica con dazi del 50% su circa 20 miliardi di dollari di merci. Washington amplia inoltre le sanzioni contro l’Iran, aumentando i rischi per banche, assicurazioni e logistica internazionale.
In Europa, la fiducia economica dell’Eurozona sale a 98,4, ma il credito alle imprese rallenta a 22 miliardi di euro, segnalando l’effetto dei tassi elevati. La Germania cresce dello 0,3% nel secondo trimestre, sostenuta da export e manifattura, mentre restano rischi legati al gas con stoccaggi al 51,5%. Bruxelles aumenta inoltre la pressione sulla Cina per un deficit commerciale vicino a 1 miliardo di euro al giorno, mentre i nuovi dazi sui piccoli pacchi hanno già ridotto le importazioni del 30-40%.
Nel resto del mondo, la Cina rafforza la propria resilienza con ampie riserve petrolifere e un surplus commerciale che potrebbe raggiungere 1.200 miliardi di dollari. Il Canada cresce del 3,3% annualizzato, ma i nuovi dazi USA aumentano l’incertezza. El Niño rappresenta infine un nuovo rischio globale, con possibili effetti su inflazione, commercio e crescita.
INDICATORI MACROECONOMICI
Inflazione:
Italia: +3,2%, dal precedente +2,7% ⬆
Eurozona: +2,8% dal precedente +3,2%. ⬇
Inghilterra: +2,8% dal precedente +3,3% ⬇
Stati Uniti: +3,4% dal precedente +4,3% ⬇
Disoccupazione:
Italia: +5,1% dal precedente +5,2% ⬇
Eurozona: +6,2% dal precedente +6,2%
Inghilterra: +5% dal precedente +5%
Stati Uniti: +4,1% dal precedente +4,2% ⬇
Tassi d’interesse:
Eurozona: 2,25%
Stati Uniti: 3,75-3,5%
Inghilterra: 3,75%
PIL: Q1 2026:
Italia: +0,5%
Eurozona: 0,4%
Inghilterra: -0,1%
Stati Uniti: +1,5%
MERCATI FINANZIARI
EUR/USD: 1,15781, –0,84% questa settimana, –1,37% da inizio anno
DXY: 99,66, +0,87% questa settimana, +1,36% da inizio anno
S&P500: 7.711,66, +0,49% questa settimana, +12,12% da inizio anno
NASDAQ: 26.402,00, +0,85% questa settimana, +12,44% da inizio anno
FTSE MIB: 52.616,00, –0,10% questa settimana, +16,92% da inizio anno
STOXX 600: 655,16, +0,15% questa settimana, +10,63% da inizio anno
DAX: 26.569,99, +1,66% questa settimana, +8,49% da inizio anno
CAC 40: 8.401,18, –0,98% questa settimana, +3,09% da inizio anno
IBEX 35: 20.041,90, +0,40% questa settimana, +15,80% da inizio anno
US10Y: 4,73%, –0,6 bps questa settimana, +54 bps da inizio anno
US02Y: 4,354%, +12,0 bps questa settimana, +88,4 bps da inizio anno
US10Y – US02Y: 0,375%, –12,9 bps questa settimana, –33,5 bps da inizio anno
IT10Y: 4,112%, +2,0 bps questa settimana, +56,2 bps da inizio anno
Spread BTP–Bund: 81,660 bps, –0,780 bps questa settimana, +21,15 bps da inizio anno
VIX: 14,42, –4,76% questa settimana, –2,90% da inizio anno
BTC/USD: $77.623,00, –0,12% questa settimana, –11,28% da inizio anno.
STATI UNITI
PCE ancora sopra il target Fed
A luglio, il PCE USA cresce dello 0,2% mensile e del 3,7% annuo, mentre la core sale del 3,3%. I consumi aumentano dello 0,2%, il PIL del secondo trimestre resta all’1,5% annualizzato e gli ordini di beni durevoli crescono dell’1,1%. L’inflazione resta quindi troppo elevata per la Fed.
Fed, Warsh mantiene l’inflazione al centro
Kevin Warsh conferma a Jackson Hole una linea prudente e ancora restrittiva. Il presidente della Fed ritiene che l’inflazione non sia ancora sotto controllo, con il PCE al 3,7% e condizioni finanziarie che non appaiono particolarmente restrittive. I mercati hanno così aumentato fino a circa il 60% la probabilità di un rialzo a settembre. L’approccio di Warsh resta però diverso da quello più tradizionale: guarda soprattutto a produttività, offerta e politiche pubbliche, considerando anche l’AI come possibile fattore di crescita e riduzione dei costi. Sul fronte della comunicazione, continua a criticare forward guidance e dot plot, preferendo mantenere maggiore flessibilità sulle future decisioni sui tassi.
Crescita occupazionale rivista al ribasso
Il BLS stima che nei 12 mesi terminati a marzo siano stati creati 79.000 posti di lavoro in meno rispetto ai dati precedenti. Nel settore privato la revisione raggiunge –178.000, soprattutto nel commercio. Il ritmo medio delle assunzioni appare quindi ancora più debole, coerente con imprese prudenti e con una forza lavoro frenata da invecchiamento e minore immigrazione.
USA-Canada, guerra commerciale sempre più lunga
La tensione commerciale tra USA e Canada si intensifica dopo il fallimento dei negoziati. Washington ha imposto dazi del 50% su circa 20 miliardi di dollari di merci canadesi, mentre Ottawa risponderà dall’8 settembre con controdazi equivalenti. Trump minaccia inoltre tariffe del 50% su auto, componenti e acciaio dal 2027, aumentando i dubbi sul futuro dell’USMCA. L’impatto macroeconomico resta per ora limitato, ma l’incertezza rischia di frenare investimenti, occupazione e fiducia delle imprese, con una disputa che potrebbe protrarsi oltre le elezioni di midterm.
Nuove sanzioni per isolare economicamente l’Iran
Washington amplia le sanzioni secondarie contro l’Iran, minacciando di escludere dal sistema del dollaro le imprese che continuano a commerciare con Teheran. L’operazione colpisce finanza, shipping, aviazione, oro, tecnologia e asset digitali. L’esposizione commerciale diretta europea resta limitata, ma aumentano i rischi per banche, assicurazioni e società logistiche coinvolte indirettamente in transazioni con soggetti sanzionati.
Data center al centro dello scontro sul lavoro
Negli USA cresce l’opposizione ai data center per costi energetici, acqua e impatto locale, ma i sindacati dell’edilizia difendono i progetti per i posti di lavoro creati. Elettricisti e tecnici beneficiano del boom, mentre alcune organizzazioni minacciano di togliere sostegno ai politici contrari. Resta però il limite occupazionale: una volta costruiti, i data center richiedono relativamente pochi addetti permanenti.
EUROPA
UE-Cina, Bruxelles aumenta la pressione sul deficit commerciale
Von der Leyen chiede un riequilibrio dei rapporti commerciali con la Cina, mentre il deficit europeo raggiunge circa 1 miliardo di euro al giorno. Le importazioni cinesi sono aumentate del 45% in cinque anni e Bruxelles ha aperto 30 indagini di difesa commerciale nell’ultimo anno. Se i negoziati non produrranno risultati entro ottobre, l’UE potrebbe ricorrere più ampiamente a dazi e altri strumenti contro sussidi e pratiche commerciali considerate sleali.
Europa, più spesa nell’istruzione non significa risultati migliori
Nel 2023, i Paesi UE hanno speso 806 miliardi di euro per l’istruzione, circa il 4,7% del PIL. La Svezia guida con il 6,8%, mentre Romania e Grecia sono in fondo alla classifica. Tuttavia, maggiore spesa non garantisce migliori competenze: Paesi come Lettonia ed Estonia ottengono risultati relativamente elevati con risorse inferiori. Nell’UE, il 29,5% degli studenti mostra competenze insufficienti in matematica. Il nodo resta quindi non solo quanto investire, ma come utilizzare efficacemente le risorse.
UE, crollano i piccoli pacchi dalla Cina
Dal 1° luglio, l’UE applica un dazio di 3 euro sui pacchi sotto i 150 euro. Le importazioni di piccoli invii sono già diminuite del 30-40%, con forti cali per Temu (-50%) e AliExpress (-37%). La misura punta a ridurre il vantaggio competitivo delle piattaforme straniere e rafforzare i controlli sulla sicurezza dei prodotti. Nel 2025 erano entrati nell’UE 5,9 miliardi di articoli di basso valore.
Eurozona, fiducia economica in ripresa ad agosto
Ad agosto, l’indice di fiducia economica dell’Eurozona sale a 98,4, massimo da gennaio e sopra le attese. Migliorano le prospettive di imprese e consumatori nonostante energia cara e guerra in Medio Oriente. Calano inoltre le attese sui prezzi di vendita in industria e retail, segnalando effetti indiretti ancora limitati dell’energia sull’inflazione. La BCE resta però orientata verso un possibile rialzo a settembre.
Eurozona, rallenta il credito alle imprese
A luglio, i prestiti bancari alle imprese dell’Eurozona scendono a 22 miliardi di euro, da 27 miliardi a giugno e 34 a maggio, segnalando l’impatto dei tassi più alti sugli investimenti. Nonostante il rallentamento del credito, i mercati continuano ad attendersi un rialzo BCE al 2,50% a settembre, anche se Francoforte valuterà attentamente la trasmissione della stretta monetaria.
Germania, crescita moderata ma restano rischi energetici
Nel secondo trimestre, il PIL tedesco cresce dello 0,3%, sopra la stima iniziale, sostenuto soprattutto dall’export e dalla manifattura. Migliora anche la fiducia delle imprese, con l’Ifo a 88,8. Restano però forti rischi sul fronte energetico: gli stoccaggi di gas sono al 51,5%, ben sotto il 69% di un anno fa, mentre il TTF vicino a 69 €/MWh potrebbe pesare su industria e crescita nei prossimi mesi.
Francia, economia e debito dominano il confronto presidenziale
Nel primo dibattito tra i principali candidati alle presidenziali francesi, debito pubblico, pensioni e competitività sono stati al centro dello scontro. Le proposte spaziano dalla cancellazione parziale del debito sostenuta da Mélenchon ai 125 miliardi di tagli annunciati da Le Pen. Forti divisioni anche sull’età pensionabile e sul rapporto con l’UE, mentre diversi candidati chiedono una risposta più dura alla concorrenza cinese e un rafforzamento dell’industria francese.
RESTO DEL MONDO
Cina, yuan ed energia al centro della strategia economica
La Cina rafforza la propria posizione economica su due fronti. Da un lato, il surplus commerciale potrebbe raggiungere 1.200 miliardi di dollari, alimentando il dibattito su una rivalutazione dello yuan per ridurre gli squilibri globali. Dall’altro, Pechino dispone di 1-1,4 miliardi di barili di riserve petrolifere, che le hanno permesso di tagliare le importazioni del 23% durante la crisi iraniana. Valuta ed energia diventano così strumenti centrali della resilienza cinese.
Canada, crescita solida ma aumentano i rischi commerciali
Il PIL canadese cresce del 3,3% annualizzato nel secondo trimestre, sostenuto da export, consumi e investimenti, mentre la revisione del primo trimestre elimina la recessione tecnica. Il quadro resta però più incerto per la seconda metà dell’anno: i nuovi dazi USA del 50% potrebbero frenare l’attività. Le tensioni con Washington spingono inoltre Ottawa a rafforzare i rapporti con l’Unione Europea, puntando su commercio, cooperazione politica e difesa.
Siria, ritorno nel sistema finanziario globale
La Siria torna a collegarsi ai circuiti finanziari internazionali dopo la rimozione dalla lista USA degli Stati sponsor del terrorismo. Il presidente Ahmed al-Sharaa ha simbolicamente pagato un caffè con Visa a Damasco. La misura riduce le restrizioni sulle transazioni e potrebbe favorire il ritorno di banche e investitori internazionali.
El Niño, nuovi rischi per crescita e inflazione globale
Un El Niño particolarmente intenso sta già colpendo commercio, materie prime e agricoltura. Siccità e piogge estreme riducono transiti nel Canale di Panama, produzione di rame e disponibilità di alcune colture. Gli effetti potrebbero tradursi in minore crescita e maggiore inflazione, soprattutto nelle economie asiatiche più esposte.
PROSPETTIVE
L’economia globale resta resiliente nonostante guerra in Medio Oriente, dazi e rendimenti elevati. A sostenere crescita e commercio è soprattutto il boom dell’AI, che secondo ING spiega circa un terzo della recente espansione USA e alimenta l’export asiatico. Sullo sfondo, però, cresce la pressione sui mercati obbligazionari: il debito globale supera 350.000 miliardi di dollari, circa il 305% del PIL mondiale, mentre inflazione energetica e timori fiscali spingono i rendimenti più in alto.
Negli Stati Uniti, l’attenzione sarà concentrata sul mercato del lavoro. Venerdì arriveranno i payroll di agosto, preceduti da JOLTS, ADP e richieste di sussidi. I dati saranno decisivi per la Fed, con i mercati che attribuiscono circa il 57% di probabilità a un rialzo di 25 punti base già a settembre dopo le dichiarazioni restrittive di Kevin Warsh.
In Canada, la Bank of Canada dovrebbe lasciare il tasso fermo al 2,25%, mentre aumentano i rischi legati alla nuova escalation commerciale con Washington.
In Eurozona, il dato centrale sarà l’inflazione di agosto, attesa in accelerazione al 3,6% dal 2,9%, soprattutto per i carburanti. La BCE seguirà in particolare i servizi e gli eventuali effetti di secondo impatto. In calendario anche PMI, disoccupazione, PIL italiano e ordini industriali tedeschi.
In Asia, cresce l’attesa per la Bank of Japan, con l’85% di probabilità attribuito a un rialzo a settembre. In Cina, il PMI manifatturiero dovrebbe restare in contrazione a 49,5. Australia e India pubblicheranno il PIL, mentre la Nuova Zelanda potrebbe aumentare i tassi al 2,75%.
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