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Se stai sviluppando un progetto di intelligenza artificiale nella tua startup, probabilmente ti sei chiesto se puoi accedere al credito d’imposta ricerca e sviluppo. La risposta non è scontata: non tutto ciò che riguarda l’intelligenza artificiale è automaticamente R&S agevolabile. Il discrimine, secondo i criteri OCSE del Manuale di Frascati richiamati anche dalla normativa italiana, è se il progetto supera una reale incertezza tecnico-scientifica con un elemento di novità, oppure si limita a usare strumenti e modelli già disponibili. In questa guida ti spieghiamo come distinguere lo sviluppo AI che rientra nel credito R&S da quello che non ci rientra, e quale documentazione tecnica e contabile serve per sostenerlo in caso di controllo.
In sintesi, il credito R&S per lo sviluppo AI in 30 secondi
- Cosa è: il credito d’imposta riconosciuto ai progetti che superano un’incertezza tecnico-scientifica reale, anche quando lo strumento tecnico è l’intelligenza artificiale.
- Per chi: startup e scale-up che sviluppano modelli, architetture o metodologie AI originali, non chi si limita a integrare strumenti AI già pronti.
- Quando/Quanto: aliquote e massimali dipendono dalla tipologia di ricerca e sono definiti dalla normativa generale del credito, non da questa guida verticale.
- Come: con una relazione tecnica del progetto, la tracciabilità dei costi e, nei casi previsti, la certificazione della documentazione contabile.
Credito R&S e sviluppo AI: la vertical operativa
Il credito d’imposta ricerca e sviluppo non è una misura pensata solo per l’intelligenza artificiale: si applica a qualunque progetto che rispetti i criteri generali di ammissibilità, indipendentemente dalla tecnologia impiegata. Trovi soggetti beneficiari, aliquote e voci di costo ammissibili nella nostra guida ai requisiti generali del credito d’imposta ricerca e sviluppo, che resta il riferimento per gli aspetti comuni a tutti i settori. Per un quadro sempre aggiornato delle misure agevolative disponibili, anche al di fuori del credito R&S, puoi consultare l’indice ufficiale degli incentivi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT).
In questo articolo ci concentriamo su un problema specifico e sempre più frequente per le startup: capire quando un progetto di sviluppo di intelligenza artificiale è davvero ricerca e sviluppo ammissibile, e quando è solo utilizzo evoluto di strumenti già esistenti. È il dubbio più frequente tra le startup che seguiamo, ed è il motivo per cui Incentivimpresa ha scritto questa guida verticale.
Quando un progetto di sviluppo AI è ricerca e sviluppo ammissibile
Un progetto di sviluppo di intelligenza artificiale è ricerca e sviluppo ammissibile quando affronta un problema tecnico o scientifico la cui soluzione non è nota né deducibile con le conoscenze disponibili nel settore, e lo fa con un metodo sistematico e documentato. Non basta usare tecnologie sofisticate: conta il fatto che il team non sappia, all’inizio, se e come arriverà al risultato.
Il Manuale di Frascati e i criteri OCSE
La normativa italiana sul credito R&S rimanda ai criteri del Manuale di Frascati dell’OCSE, il riferimento internazionale che definisce cosa sia ricerca e sviluppo sperimentale. Secondo questo approccio, un’attività è R&S quando è insieme:
- Nuova: mira a risultati originali, non ancora acquisiti nello stato dell’arte.
- Creativa: si basa su concetti e ipotesi originali, non sulla semplice applicazione di routine.
- Incerta: l’esito finale, i tempi o i costi non sono determinabili in anticipo con certezza.
- Sistematica: è pianificata, con un budget, un team e una metodologia definiti, non un tentativo estemporaneo.
- Trasferibile o riproducibile: produce risultati documentabili, trasferibili o riproducibili, anche se non necessariamente pubblicati.
Per un progetto AI questi cinque criteri vanno verificati insieme: un modello che soddisfa solo la novità commerciale, per esempio “nessun concorrente lo ha ancora lanciato”, ma non affronta un’incertezza tecnica reale, di norma non basta.
Il superamento dell’incertezza tecnico-scientifica nell’AI
Nello sviluppo AI l’incertezza tecnico-scientifica riguarda tipicamente: l’accuratezza o la robustezza di un modello su un dominio dove non esistono soluzioni consolidate, la capacità di funzionare con vincoli di risorse (hardware, energia, latenza) che le tecniche note non riescono a soddisfare, oppure la necessità di ridurre errori sistematici, come bias, allucinazioni o mancanza di spiegabilità, senza che esista già un metodo affidabile per farlo. Quando il team deve sperimentare e correggere l’approccio, spesso fallendo prima di riuscire, è un buon indicatore che l’incertezza è reale.
Cosa NON è ricerca e sviluppo nello sviluppo AI
Una parte consistente dei progetti che le startup ci propongono come “R&S sull’intelligenza artificiale” non supera, a un’analisi più attenta, i criteri del Manuale di Frascati. Il motivo più comune è che si tratta di attività che usano l’AI, ma non sviluppano AI in senso tecnico: addestrare un modello da zero è diverso dal richiamare un’API, così come personalizzare un prodotto esistente è diverso dal risolvere un problema tecnico non ancora risolto.
Attenzione. Usare ogni giorno strumenti di intelligenza artificiale generativa per scrivere codice, contenuti o analisi non trasforma automaticamente l’attività in ricerca e sviluppo agevolabile. Senza un’incertezza tecnico-scientifica reale da superare, il progetto resta fuori dal perimetro del credito R&S, anche se richiede competenze avanzate.
La tabella seguente riassume alcuni casi tipici, con la premessa che la qualificazione va sempre valutata progetto per progetto, idealmente con il supporto di un tecnico e del tuo consulente fiscale.
| Attività di sviluppo AI | È R&S? | Perché |
|---|---|---|
| Addestrare un modello proprietario per un problema senza soluzione nota in letteratura | Probabilmente sì | Richiede sperimentazione con esito incerto, in linea con i criteri Frascati |
| Fine-tuning di un modello pre-addestrato con tecniche consolidate per un uso standard | Di norma no | Applica metodi noti, senza una novità tecnica sostanziale |
| Sviluppare una nuova architettura per ridurre errori sistematici non ancora risolti | Probabilmente sì | Affronta un’incertezza tecnica con esito non garantito |
| Integrare un chatbot AI di terze parti con configurazione standard | No | È personalizzazione ordinaria, nessuna incertezza tecnico-scientifica |
| Ricerca su metodi originali di compressione per hardware con vincoli severi | Probabilmente sì | Richiede sperimentazione con risultato tecnico non scontato |
| Uso quotidiano di un modello generativo per produrre testi, immagini o codice | No | È utilizzo dello strumento, non sviluppo di nuova tecnologia |
| Retraining periodico di un modello esistente con nuovi dati, stessa metodologia | Di norma no | È manutenzione ricorrente, non attività sperimentale |
La documentazione necessaria per il credito R&S sui progetti AI
Anche quando il progetto AI ha tutte le caratteristiche per essere R&S ammissibile, il credito si difende con la documentazione, non con l’autovalutazione. In caso di controllo è la carta a dimostrare che l’incertezza tecnico-scientifica era reale e che i costi imputati appartengono davvero al progetto.
La relazione tecnica
Il documento centrale è la relazione tecnica del progetto, o dei singoli sotto-progetti se il piano di sviluppo AI è articolato in più fasi. Deve descrivere in modo analitico l’obiettivo tecnico-scientifico perseguito, lo stato dell’arte da cui si parte, l’incertezza specifica affrontata, la metodologia seguita, le fasi di lavoro e i risultati raggiunti, comprese le soluzioni scartate lungo il percorso. Nei casi previsti dalla normativa questa relazione richiede anche una validazione tecnica formale: verifica con il tuo consulente se il tuo progetto rientra tra quelli per cui serve.
Tracciabilità dei costi e certificazione
Ogni costo imputato al credito (personale, quote di ammortamento, contratti di ricerca esterna, materiali) deve essere riconducibile in modo puntuale al singolo progetto AI, non genericamente allo sviluppo software dell’azienda. Per il personale significa un registro delle ore lavorate sul progetto, per qualifica e attività svolta. La normativa prevede inoltre, nei casi stabiliti dalla legge, la certificazione della documentazione contabile da parte di un revisore legale o di una società di revisione: è condizione per utilizzare il credito in compensazione, non un adempimento facoltativo.
Consiglio operativo. Tieni un diario di progetto aggiornato in tempo reale, non ricostruito a posteriori a fine anno. Annota le ipotesi di partenza, i tentativi che non hanno funzionato e il perché, insieme alle decisioni tecniche prese: è spesso la prova più convincente che l’incertezza tecnico-scientifica era reale.
La tabella seguente riepiloga la documentazione minima da preparare e conservare.
| Documento | Cosa deve contenere | Perché serve |
|---|---|---|
| Relazione tecnica del progetto | Obiettivo, incertezza affrontata, metodologia, fasi e risultati | Dimostra la natura di R&S in caso di controllo |
| Registro ore del personale | Ore per addetto, qualifica e attività svolta sul progetto | Collega il costo del personale al progetto AI |
| Documentazione dei costi | Fatture, cedolini, ammortamenti, contratti con fornitori esterni | Prova pertinenza e congruità della spesa |
| Certificazione della documentazione contabile | Attestazione di un revisore legale, nei casi previsti dalla norma | Condizione per l’utilizzo del credito in compensazione |
| Diario di progetto | Log di ipotesi, esperimenti, esiti e decisioni tecniche | Rafforza la prova dell’incertezza superata |
Credito R&S o iperammortamento per i progetti AI? Non confonderli
Fino all’anno scorso la domanda ricorrente era se inquadrare il progetto nel credito R&S o in iperammortamento. Oggi non si pone più in quei termini: iperammortamento copriva gli investimenti fino al 31 dicembre 2025 e il credito per l’innovazione tecnologica non è stato prorogato oltre quella data. Per gli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 il confronto è tra due strumenti diversi, che quasi mai sono alternativi e quasi sempre si applicano a costi diversi dello stesso progetto.
Credito R&S
Premia il superamento di un’incertezza tecnico-scientifica: conta la novità del problema affrontato e del metodo usato. Copre costi di sviluppo, soprattutto personale, e si compensa in F24 anche quando l’impresa è in perdita.
Iperammortamento
Premia l’acquisto di beni degli allegati IV e V della legge 199/2025, dove rientrano infrastrutture di calcolo e software di AI, con una maggiorazione del costo deducibile. Serve però reddito imponibile su cui dedurre.
La differenza che conta per una startup AI è proprio l’ultima riga: il credito R&S produce un beneficio utilizzabile anche a bilancio in perdita, l’iperammortamento no, perché abbatte un imponibile che potrebbe non esserci. Un progetto che sviluppa un modello proprietario e compra insieme l’infrastruttura di calcolo può usare entrambi, ma su voci di costo separate: le ore del team e i materiali di ricerca da una parte, i beni acquistati dall’altra, senza mai imputare lo stesso costo a entrambe le misure. Il quadro completo di aliquote e adempimenti del credito è nella nostra guida al credito d’imposta R&S 2026, quello dell’altra misura nella guida su come funziona l’iperammortamento 2026.
Titolarità e proprietà intellettuale dei risultati generati con l’AI
Un progetto di R&S che usa l’intelligenza artificiale, oltre alla qualificazione del credito, pone un’altra domanda che le startup spesso sottovalutano: a chi appartengono i risultati generati con il supporto dell’AI, e come si tutelano. Sono temi distinti dalla qualificazione fiscale del progetto, ma collegati: molti bandi e regimi di R&S chiedono di dimostrare la titolarità dei risultati ottenuti, e un output generato in modo puramente automatico può porre dubbi proprio su questo punto.
Ne abbiamo parlato nei due articoli che completano questo approfondimento sul rapporto tra AI e proprietà intellettuale: AI generativa e proprietà intellettuale nei bandi di ricerca, dedicato alla titolarità degli output generati con AI generativa, e brevetti e AI: come l’intelligenza artificiale supporta la tutela della proprietà intellettuale, che spiega come l’AI può aiutarti nella ricerca di anteriorità e nel monitoraggio del portafoglio brevetti.
Errori comuni da evitare
Nella nostra esperienza con progetti AI di startup, gli errori più frequenti nella gestione del credito R&S sono pochi ma ricorrenti:
- Confondere l’uso dell’AI con lo sviluppo di AI. Applicare uno strumento esistente a un problema aziendale non equivale a fare ricerca sull’AI stessa.
- Scrivere la relazione tecnica a consuntivo, mesi dopo. Una relazione ricostruita a fine anno è meno credibile di una redatta in corso d’opera.
- Non separare le ore R&S dalle ore di sviluppo prodotto ordinario. Se il team lavora sia sulla sperimentazione sia sul prodotto già stabile, serve un registro ore che distingua le due attività.
- Dare per scontata l’incertezza tecnico-scientifica. “Nessuno lo ha ancora fatto sul mercato italiano” non equivale a un’incertezza tecnica: conta lo stato dell’arte tecnico-scientifico, non quello commerciale.
- Trascurare la certificazione contabile quando prevista. Scoprirlo a ridosso della compensazione in F24 rischia di far saltare la tempistica.
Chi certifica cosa, e con quale responsabilità
Sul credito per attività di ricerca la qualificazione tecnica delle attività non è del consulente fiscale: dove è prevista, serve una certificazione o una perizia di un soggetto qualificato, che se ne assume la responsabilità. Il consulente cura gli aspetti fiscali e documentali, e i due ruoli vanno tenuti distinti anche nel contratto.
Questo incide sul preventivo, perché sono due compensi diversi, e incide sulla gestione del rischio: in caso di contestazione sulla natura delle attività, la posizione di chi ha certificato è diversa da quella di chi ha compilato la dichiarazione. Presentare al cliente un prezzo unico che comprende entrambe le cose confonde responsabilità che è meglio tenere separate.
La base normativa e il conto del credito su un progetto AI
Il credito d’imposta ricerca e sviluppo non ha una disciplina speciale per l’intelligenza artificiale: si applica la disciplina generale, e il requisito è sempre lo stesso, cioè il superamento di un’incertezza scientifica o tecnologica non risolvibile con le conoscenze già disponibili nel settore.
| Voce | Costo pieno | Quota che entra nella base |
|---|---|---|
| Data scientist dedicato al 70% del tempo | 50.000 euro annui | 35.000 euro, documentati a foglio di lavoro nominativo |
| Server GPU per addestramento | 60.000 euro di acquisto | Solo la quota di ammortamento riferita all’utilizzo nel progetto |
| Servizi cloud per il calcolo | Variabile | Se riferibili al progetto e tracciati per commessa |
| Contratto di ricerca con università | 25.000 euro | 25.000 euro, alle condizioni previste per la ricerca extra muros |
| Contributo eventualmente ricevuto su bando per le stesse spese | Variabile | Va sottratto dalla base: il cumulo non può superare il costo sostenuto |
Sui parametri della misura, che è la domanda successiva: l’aliquota è del 10% delle spese ammissibili, con un massimale di 5 milioni di euro annui per beneficiario (art. 1, comma 200, della legge 160/2019), ed è confermata fino al 2031. Il credito si utilizza in compensazione in tre quote annuali di pari importo, a partire dal periodo d’imposta successivo a quello in cui le spese sono sostenute: va detto al cliente quando costruisce il piano di cassa, perché il beneficio non arriva nell’anno della spesa.
Sul piano fiscale il credito non concorre a IRES e IRAP e non rileva ai fini degli artt. 61 e 109 comma 5 del TUIR: è un vantaggio pieno, utilizzabile in compensazione anche da imprese in perdita, condizione frequente nelle realtà che sviluppano AI.
La distinzione che decide tutto, e che va messa per iscritto prima di iniziare: configurare e addestrare un modello disponibile sul mercato non è ricerca, è adozione tecnologica. Lo è invece lo sviluppo di un approccio non disponibile per quel problema, con sperimentazione documentata e risultati anche negativi. Il documento che regge in verifica è la relazione tecnica redatta contestualmente al progetto, non ricostruita a posteriori.
Domande frequenti sul credito R&S per lo sviluppo AI
Un’app che richiama le API di un modello AI di terze parti può accedere al credito R&S?
Di norma no, se il lavoro si limita a integrare un servizio già disponibile con configurazioni standard. Può rientrare solo se il progetto sviluppa anche una soluzione tecnica originale per un problema non risolto, per esempio un metodo originale per orchestrare più modelli.
Il fine-tuning di un modello open source è considerato ricerca e sviluppo?
Dipende dal metodo, non dal fatto che si parta da un modello open source. Un fine-tuning con tecniche consolidate per un uso standard di norma non basta; uno che richiede di risolvere un problema tecnico non noto, per esempio un forte squilibrio nei dati, può qualificarsi.
Cosa si intende esattamente per incertezza tecnico-scientifica in un progetto AI?
Significa che, all’inizio del progetto, il team non sa con certezza se il risultato tecnico desiderato sia raggiungibile con le conoscenze e le tecniche disponibili, né come raggiungerlo. Se la soluzione è già nota e si tratta solo di applicarla, l’incertezza tecnico-scientifica non c’è.
Serve sempre una validazione tecnica formale per il credito R&S sui progetti AI?
Non sempre, ma la normativa la richiede in alcuni casi specifici legati alla natura del progetto e alla sua dimensione economica. Verifica con il tuo consulente fiscale se il tuo progetto rientra tra quelli per cui è richiesta, prima di impostare il piano di rendicontazione.
Come si documentano le ore del team che sviluppa il modello AI?
Con un registro ore che indichi, per ciascuna persona coinvolta, le ore effettivamente dedicate al progetto R&S, la qualifica e l’attività svolta, distinte dalle ore dedicate ad altre attività aziendali come la manutenzione del prodotto già in produzione.
Il credito R&S sui progetti AI si può cumulare con altri incentivi?
In linea di principio il credito R&S è cumulabile con altre misure sui medesimi costi, nei limiti previsti dalla normativa e dal regime di aiuto applicabile: è un aspetto da verificare caso per caso con il tuo consulente. Se stai cercando ulteriori misure compatibili con un progetto innovativo, la nostra panoramica mensile dei bandi a fondo perduto aperti è il punto da cui partire per capire quali misure territoriali o settoriali possono affiancare il credito, tenendo separate le voci di costo.
Qual è la differenza pratica tra credito R&S e iperammortamento per un progetto che usa l’AI?
Il credito R&S valuta la novità tecnica dell’attività di sviluppo e copre soprattutto il costo delle persone che la svolgono, con un credito compensabile anche in perdita. L’iperammortamento agevola l’acquisto di beni degli allegati IV e V, tra cui infrastrutture di calcolo e software di AI, con una maggiorazione del costo deducibile che produce risparmio solo se c’è imponibile. Nel vecchio impianto la domanda riguardavall’iperammortamento, dove software e AI comparivano come componente abilitante di un investimento legato al risparmio energetico: quel canale si è chiuso con gli investimenti al 31 dicembre 2025. Anche oggi, comunque, le due misure vive riguardano voci di costo diverse dello stesso progetto, non il progetto per intero.
Come procedere
Prima di avviare la rendicontazione di un progetto AI sul credito R&S, tieni a mente questi punti:
- Verifica che il progetto superi davvero un’incertezza tecnico-scientifica secondo i criteri del Manuale di Frascati, non solo una novità commerciale.
- Distingui, fin dall’inizio, le attività di ricerca dalle attività di sviluppo prodotto ordinario, con registri ore separati.
- Predisponi la relazione tecnica in corso d’opera, non a consuntivo, e conserva la documentazione dei costi in modo tracciabile.
- Per i requisiti generali del credito e per le altre misure utili a un progetto AI, consulta anche il nostro percorso di finanza agevolata per progetti di intelligenza artificiale.
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