Nuovi interventi focalizzati in particolare sull’autotrasporto, per continuare a tenere a freno il caro carburanti ed evitare il contagio dell’inflazione, e poi interventi strutturali per rafforzare l’autonomia del Paese in campo energetico e delle materie prime critiche sfruttando lo scostamento di bilancio. È questa la ricetta del governo per contrastare il caro-energia e gli effetti sull’inflazione, sia oggi che in prospettiva, spiega il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso.
Ministro martedì arrivano i dati dell’inflazione di agosto, secondo le previsioni andremo ben sopra al 3%: il contagio caro carburanti/prezzi di beni e servizi è già in atto.
«È un rischio che stiamo contrastando. Su questo terreno ci siamo mossi sin dall’inizio col taglio delle accise e col credito fiscale a favore dell’autotrasporto proprio per ridurre l’impatto inflattivo che comunque, anche se in misura contenuta, ovviamente ci sarà. Ora aspettiamo i nuovi dati, poi ovviamente ove fosse necessario il governo interverrà in misura adeguata».
Ora si si ragiona su interventi più focalizzati, ma non era il caso di prevederli da subito visto che degli sconti sui carburanti uguali per tutti – come sostiene anche Bankitalia – ne beneficia anche chi potrebbe farne a meno?
«Lo dissi anch’io al primo question time che feci in Parlamento proprio nei giorni successivi all’avvio del conflitto nel Golfo Persico. Però in quei giorni, anche tra gli osservatori internazionali, i più ritenevano che il conflitto sarebbe durato poche settimane per cui si è intervenuti a beneficio di tutti».
Però poi non è andata così.
«No, e purtroppo i conflitti ormai sono diventati un paradigma di questi anni per cui ora bisogna lavorare ad un piano immediato con misure emergenziali più mirate, anche per conservare le risorse per altri interventi assolutamente necessari a sostegno del sistema delle imprese e per garantire in prospettiva l’autonomia energetica e produttiva del Paese».
Cosa bisogna fare?
«Innanzitutto bisogna ulteriormente aumentare la produzione elettrica da fonti rinnovabili, che negli ultimi tre anni è cresciuta del 40%, sbloccando i tanti progetti che sono ancora osteggiati dalle Regioni. Poi con altri interventi che faremo col decreto Imprese in programma per fine ottobre interverremo tra l’altro sul sistema degli accumulatori e delle batterie, per poter utilizzare questa energia quando effettivamente serve. Aggiungo che con la riapertura del Parlamento completeremo l’iter del disegno di legge che ci consentirà di tornare a produrre il nucleare civile pulito e sicuro con i reattori di nuova generazione in modo da raggiungere nei prossimi anni quel mix di fonti che via via ci permetterà di soppiantare l’energia prodotta con il gas».
Per interventi selettivi cosa si intende? Bonus carburanti, fringe benefit per i lavoratori dipendenti…
«Saranno interventi soprattutto a sostegno della filiera dell’autotrasporto, che incide sull’inflazione generale, sui lavoratori dipendenti e in generale su coloro che utilizzano i veicoli per lavoro».
Incentivi anche a furgoni e camioncini che oggi non beneficiano del credito d’imposta concesso ai Tir?
«Dipenderà dalla risorse che il ministero dell’Economia riuscirà a mettere in campo e poi sulla base di questo si interverrà a favore di coloro che ne hanno più bisogno soprattutto per evitare l’impatto sull’inflazione».
Gli interventi strutturali, invece, sono rinviati alla prossima legge di bilancio?
«In alcuni casi li stiamo già programmando col Decreto imprese di ottobre, e poi in maniera più compiuta con la prossima legge di Bilancio. Il nostro obiettivo, sin dall’inizio della legislatura, è migliorare le capacità produttive del nostro Paese, sia sul fronte energetico sia per quanto riguarda l’autonomia strategica nel campo delle materie prime critiche che servono al sistema industriale. Penso in particolare alle tecnologie green, dai pannelli solari agli impianti eolici, ed alle imprese attive nel campo del digitale, su cui abbiamo fatti grandi passi in avanti. Il successo di Transizione 5.0 lo dimostra».
Le risorse però non bastano mai: il dibattito sulla tassazione divide la maggioranza. È questa la strada? Oppure va usato lo scostamento di bilancio che la Ue ci concederà?
«Gli interventi strutturali di cui parlavo prima si possono fare anche con lo scostamento di bilancio. Per quanto riguarda un nuovo intervento sul fronte delle accise mi auguro che questo venga fatto in maniera consensuale coinvolgendo le società energetiche e petrolifere. È chiaro però che in questo campo bisogna lavorare in sede europea per evitare squilibri che finirebbero per danneggiare alcune aziende a beneficio di altre. Ed è per questo che insieme ad altri governi abbiamo chiesto alla presidenza di turno dell’Unione europea che ci sia una decisione che consenta un intervento omogeneo nei Paesi dell’Unione affinché non si creino ulteriori disparità. Lo stesso vale sul fronte degli Ets che incide sui costi energetici: occorre una revisione sostanziale che eviti le distorsioni penalizzanti per le industrie».
Ma se martedì l’inflazione fa un balzo di mezzo punto come si teme convocherete la Commissione di allerta rapida sui prezzi?
«La Commissione in questi mesi è stata convocata tutte le settimane: si sono svolti incontri sia sulla filiera dei carburanti, e laddove necessario abbiamo attivato i meccanismi di controllo della Guardia di finanza, sia sulla filiera alimentare, proprio per evitare che si innescasse un meccanismo inflattivo come quello che accadde in maniera allarmante nel 2022 quando l’inflazione andò oltre il 12% a causa dell’invasione dell’Ucraina. La prossima riunione è già in programma per l’8 settembre. Il fatto che in Italia in questi i prezzi dei carburanti siano aumentati meno della media europea dimostra che il sistema di trasparenza e monitoraggio e quindi di controllo del nostro Paese è più efficace rispetto a quello di altri Paesi, tant’è che molti di loro hanno adottato in questi mesi sistemi simili al nostro».
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