Superbonus: arriva il conto finale da 174 miliardi di euro
Il Superbonus presenta finalmente il suo conto. E il conto è salatissimo. Secondo gli ultimi dati ufficiali del Ministero dell’Economia e delle Finanze, la misura madre del governo Conte è costata 132 miliardi di euro e spiccioli solo per i lavori conclusi. Una cifra che sale vertiginosamente a 174 miliardi di euro se si sommano tutti gli altri bonus edilizi collegati.
Grazie Giuseppi, verrebbe da dire. Perché quello che doveva essere il volano per la ripresa dell’edilizia italiana si è trasformato nella misura più costosa della storia repubblicana. Un buco di bilancio che peserà sulle casse dello Stato per i prossimi anni e che gli italiani continueranno a pagare.
I dati diffusi dal MEF e rilanciati da Libero nell’articolo di Pietro Senaldi sono chiarissimi: il 98,5% dei lavori ammessi al Superbonus è ormai concluso. Quindi non è una stima, è quasi un consuntivo definitivo. E il risultato è choc.
Superbonus: cosa dicono i dati ufficiali del Ministero dell’Economia
Partiamo dai numeri nudi e crudi. Quelli che non lasciano spazio a interpretazioni politiche.
Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha fotografato la situazione aggiornata a marzo 2026. Il totale degli investimenti ammessi a detrazione per il Superbonus ha superato i 125 miliardi di euro, mentre gli interventi conclusi ammessi a detrazione sono oltre i 123 miliardi. Le detrazioni maturate per lavori conclusi hanno già superato i 131,9 miliardi di euro. afb3
In termini più semplici, come scrive Senaldi: 132 miliardi e spiccioli. Ecco il conto del superbonus fiscale.
Ma questo è solo il conto della misura madre, il Superbonus al 110%. Se a questa cifra si aggiungono gli altri bonus edilizi minori ma altrettanto costosi – facciate, ristrutturazioni, ecobonus ordinario, sismabonus – il totale lievita in un attimo a 174 miliardi di euro in 5 anni.
Per capire la portata del disastro, basti pensare che la previsione iniziale del governo Conte era di 36 miliardi. Siamo a quasi cinque volte tanto. Un errore di calcolo che nessun bilancio familiare potrebbe permettersi. 329726da
Come è nato e come è esploso il costo del Superbonus
Il Superbonus 110% nasce nel maggio 2020, nel pieno dell’emergenza Covid, con il Decreto Rilancio del governo Conte II. L’idea era semplice e sulla carta anche attraente: riqualificare il patrimonio edilizio italiano, inefficiente e energivoro, dando la possibilità ai cittadini di ristrutturare a costo zero.
Il meccanismo era quello della cessione del credito e dello sconto in fattura. Non avevi i soldi? Nessun problema. L’impresa ti faceva lo sconto e poi si rivendeva il credito allo Stato o alle banche. Lo Stato avrebbe poi recuperato con le tasse future, l’IVA, i contributi dei lavoratori.
Un meccanismo perfetto, ma solo sulla carta. Nella realtà è successo quello che molti esperti avevano previsto.
Primo, l’assenza totale di controlli preventivi e di un tetto di spesa. Chiunque poteva avviare lavori, anche gonfiando i prezzi. Il costo dei ponteggi, degli infissi, dei cappotti termici è triplicato in pochi mesi. Un appartamento che prima si ristrutturava con 30.000 euro, con il Superbonus ne costava 90.000. Perché tanto pagava lo Stato.
Secondo, le frodi. La Guardia di Finanza ha sequestrato crediti falsi per miliardi di euro. Cantieri mai aperti, asseverazioni false, ville e castelli spacciati per prime case popolari.
Terzo, l’effetto Robin Hood al contrario. Come ha certificato uno studio della CGIA di Mestre, il Superbonus “si è comportato come un Robin Hood al contrario: ha tolto ai poveri per dare ai ricchi”. Ad usufruirne sono stati soprattutto i proprietari di seconde case, villette unifamiliari e condomini di lusso, non le famiglie in difficoltà. dcc52c33
Superbonus e altri bonus: perché il conto finale è di 174 miliardi
Quando si parla di 174 miliardi, è importante chiarire una cosa. Non sono solo Superbonus 110%. Quella cifra è il costo complessivo di tutta la stagione dei bonus edilizi.
Dentro ci sono:
Il Superbonus madre al 110%, poi sceso al 90%, al 70% e al 65%. Da solo vale circa 132 miliardi, come detto.
Il Bonus Facciate al 90%. Quello che ha ridipinto mezza Italia, anche palazzi che non ne avevano bisogno.
L’Ecobonus e il Sismabonus ordinari. Potenziati e resi cedibili proprio grazie all’effetto Superbonus.
Il Bonus Ristrutturazioni al 50%.
Tutte misure nate con buone intenzioni, ma che messe insieme senza un coordinamento hanno creato un buco nero per le finanze pubbliche. Un buco che oggi stiamo ancora pagando. Basti pensare che, come riporta il Governo stesso, ancora nel 2026 le casse pubbliche dovranno sostenere spese per pagare il Superbonus. 1ef5
Chi paga davvero questo conto?
Lo paghiamo tutti noi. Lo paghi tu, lo pago io.
Lo paghiamo con meno risorse per la sanità, per la scuola, per il taglio delle tasse. Lo paghiamo con un debito pubblico che è schizzato alle stelle e che ha costretto i governi successivi a fare una manovra correttiva dopo l’altra.
Si stima che il Superbonus sia costato più delle baby pensioni in 40 anni. Un confronto che fa capire la follia di questa misura. Le baby pensioni, per decenni considerate il simbolo dello spreco italiano, al confronto sembrano una mancia.
E lo pagheremo ancora per i prossimi 10 anni, perché le detrazioni fiscali del Superbonus si spalmano in 4, 5 o 10 anni. Ogni anno, nella dichiarazione dei redditi di chi ha fatto i lavori, c’è una fetta di quel debito che lo Stato deve rimborsare.
Cosa resta del Superbonus oggi, nel 2026
Nel 2026 il Superbonus è sostanzialmente morto. E per fortuna, verrebbe da dire.
La legge dice chiaramente che l’opzione della cessione del credito e dello sconto in fattura resta riferibile solo alle spese sostenute fino al 31 dicembre 2025. Il 2026 è solo l’anno in cui si chiudono gli ultimi adempimenti burocratici. 57ea
Non c’è più spazio per il Bonus Verde, già cessato nel 2024, e anche il Bonus Barriere al 75% è terminato a fine 2025. Il legislatore ha deciso di chiudere la stagione dei bonus a pioggia. 1811
Resta in piedi solo una piccola proroga al 2026 per i comuni colpiti dai terremoti del 2009 e del 2016. Per le case danneggiate dal sisma in Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, il Superbonus al 110% con cessione del credito è stato prorogato fino a fine 2026, ma solo a condizioni molto rigide. 31fe
Per tutti gli altri, il Superbonus è stato definitivamente abolito. Si torna alle detrazioni ordinarie del 50% e del 65%, più sostenibili e con controlli più seri. baf7
La lezione del Superbonus per il futuro
Cosa ci insegna la vicenda del Superbonus? Tre lezioni fondamentali.
La prima: non esistono pasti gratis. Quando lo Stato dice “ristrutturi gratis”, da qualche parte quei soldi devono uscire. E sono sempre soldi dei cittadini.
La seconda: un incentivo senza tetto e senza controlli è un invito alla truffa. L’idea di affidare tutto ad asseverazioni di tecnici privati, senza verifiche pubbliche, è stata devastante.
La terza: le politiche industriali non si fanno con i bonus. Si fanno con investimenti strutturali, con una visione di lungo periodo. Il Superbonus ha drogato il mercato edile per tre anni, facendo schizzare i prezzi, e poi lo ha lasciato in una crisi profondissima, con migliaia di imprese che oggi hanno crediti incagliati e cantieri bloccati, i cosiddetti esodati del Superbonus.
Il conto finale da 174 miliardi è lì a ricordarcelo. Grazie Giuseppi, davvero. Ora però a pagare sono gli italiani.
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