Tasse locali, al via le sanatorie in 500 comuni. Roma parte con Imu e Tari


Si profila un autunno caldo per il fisco comunale. Chiusa la partita della Rottamazione quinquies locale (per i contribuenti degli enti che hanno aderito entro il 31 luglio, l’Agenzia delle Entrate Riscossione metterà a disposizione entro il 15 ottobre l’elenco dei carichi definibili in modo da consentire di fare domanda dal 16 ottobre al 15 dicembre 2026) si sta aprendo quella della definizione agevolata delle entrate locali. Con il rischio di creare un ingorgo di scadenze fiscali destinate inevitabilmente a sovrapporsi.

Sono circa 500 al momento i comuni che hanno trasmesso al Ministero dell’economia e delle finanze le delibere di definizione agevolata. Un dato non eclatante se rapportato al totale dei municipi italiani (7.894) ma indicativo di una tendenza diffusa soprattutto al centro Sud e nei comuni di medie dimensioni da cui proviene la stragrande maggioranza degli enti aderenti (oltre l’80%).

Ecco perché, dopo i primi tentennamenti e dopo aver aderito alla Rottamazione (che però consente di definire solo i carichi affidati ad Ader tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023) i municipi stanno pian piano valutando le opportunità offerte dalla definizione agevolata (commi 102-109 della Manovra 2026) che offre ai sindaci un ventaglio di opportunità: recuperare, mediante versamento spontaneo dei contribuenti, crediti per i quali sarebbe stato necessario attivare ulteriori procedure di riscossione con oneri aggiuntivi per lo stesso ente (sia in termini di esborso monetario sia in termini di personale impiegato); ridurre il contenzioso tributario pendente prevedendo la rinuncia al ricorso in caso di presentazione di istanza per la definizione agevolata e da ultimo favorire gli equilibri di bilancio attraverso l’abbattimento del Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità (FCDE) e la riduzione della quota dei residui attivi.

Roma è già partita con Imu-Tasi e Tari

E tra i 500 comuni ai nastri di partenza, a indicare la strada è Roma dove la definizione agevolata sarà ad ampio raggio. Riguarderà interessi e sanzioni e abbraccerà tutto il novero delle entrate anche se con finestre temporali diverse. L’operazione è partita il 1° settembre con l’invio delle istanze da parte dei contribuenti interessati a regolarizzare gli avvisi di accertamento Imu-Tasi. Ci sarà tempo fino al 2 novembre per trasmettere in via telematica tramite la piattaforma online predisposta da Aequa Roma (la società per azioni interamente partecipata dal comune per il controllo e l’accertamento delle entrate) l’istanza di adesione per definire gli avvisi di accertamento notificati entro il 31 dicembre 2024, anche se oggetto di giudizi pendenti alla data di presentazione della domanda, purché non ancora iscritti a ruolo ovvero non ancora trasmessi all’Agenzia delle Entrate-Riscossione per le riscossione coattiva.

Per la Tassa rifiuti (Tari) le istanze potranno essere presentate dal 1° ottobre al 30 novembre 2026 e anche in questo caso riguarderanno gli avvisi di accertamento per omessa/infedele dichiarazione notificati fino a fine 2024. Sempre per quanto riguarda la tassa rifiuti, potranno essere definite le morosità ordinarie riferite agli anni d’imposta 2023 e 2024 anche se oggetto di atti impositivi per i quali alla data di presentazione della domanda di definizione vi siano ancora giudizi pendenti, purché non ancora iscritti a ruolo ovvero non ancora trasmessi ad Ader per la riscossione coattiva.

Per gli altri tributi, invece, bisognerà attendere, ma sarà solo questione di tempo. Con successive delibere, la giunta della Capitale indicherà modalità e termini per la presentazione delle istanze di definizione agevolata relative a:

  • contributo di soggiorno (per gli avvisi di accertamento per omessa/infedele dichiarazione notificati fino al 31/12/2024);
  • sanzioni per violazioni al codice della strada notificate negli anni 2023, 2024 e 2025;
  • sanzioni amministrative non tributarie diverse dal codice della strada oggetto di provvedimenti notificati fino al 31/12/2025;
  • tutte le componenti del Canone unico patrimoniale (Cup) e le altre entrate per servizi decentrati per gli anni fino al 2024.

Saranno esclusi della definizione agevolata i debiti derivanti da pronunce di condanna della Corte dei Conti.

L’assessore al bilancio del comune di Milano, Emmanuel Conte

Così ha deciso a fine luglio la giunta guidata da Roberto Gualtieri, dando attuazione alla delibera dell’assemblea capitolina del 4 giugno con cui la Capitale è salita sul carro della Rottamazione quinquies locale per consentire ai contribuenti di pagare senza interessi e sanzioni i carichi affidati ad Ader tra il 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023, avviando il percorso parallelo di definizione agevolata. “L’adesione alla misura consentirà al contribuente di estinguere i propri debiti tributari pagando esclusivamente quanto originariamente dovuto, con integrale stralcio di sanzioni accessorie e interessi di mora. Il pagamento potrà essere effettuato in un’unica soluzione oppure mediante un piano di rateizzazione”, ha spiegato l’assessora al bilancio e vicesindaca Silvia Scozzese. “In caso di necessità, il contribuente potrà avvalersi del supporto telefonico di Aequa Roma oppure ricevere assistenza gratuita presso i facilitatori digitali e gli sportelli presenti nei Municipi. Con successivi provvedimenti verranno stabiliti i termini per la presentazione delle istanze di definizione agevolata relativamente alle altre entrate previste dal Regolamento”

Milano sta valutando le sue opzioni

La platea di adesioni alla definizione agevolata potrebbe imbarcare anche Milano che, a differenza di Roma, sul carro della Rottamazione quinquies locale ha deciso di non salire. Per ragioni di equità fiscale, (“perché non crediamo in questo tipo di strumenti di pace fiscale”) ma anche per motivi di opportunità perché, come ha spiegato a ItaliaOggi l’assessore al bilancio Emmanuel Conte, “aderire alla rottamazione avrebbe comportato il rischio di bloccare i piani di rateazione in atto, penalizzando il recupero dei crediti”.

Ma la giunta guidata da Beppe Sala non vuole chiudere le porte alla definizione agevolata nell’ottica di semplificare il rapporto tra fisco e contribuente. Prima però ci sarà da riscrivere il regolamento comunale sulla riscossione che oggi presenta alcune rigidità superiori alle stesse regole delle Entrate (rateizzazione massima di 5 anni, là dove per la rottamazione l’orizzonte temporale è di 9 anni, oppure obbligo di fideiussione per crediti sopra i 20 mila euro). Sul punto l’assessore Conte ha avviato prima della pausa estiva una riflessione con il direttore bilancio e partecipate del comune, Roberto Colangelo, per adeguare il regolamento alle nuove esigenze di semplificazione fisco-contribuente. E a quel punto anche palazzo Marino sarà pronto per aprire le porte alla definizione agevolata dei tributi locali. (riproduzione riservata)


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