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Giorgetti parla della manovra: flat tax e vantaggi fiscali per i giovani
Sulle banche che la Lega vorrebbe tassare di più, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti non si sbilancia, invece, sul tavolo della manovra, c’è l’idea di un “vantaggio fiscale” alle imprese disposte ad alzare gli stipendi, specie per i giovani. E “l’opportunità di elevare ancora il limite per quanto riguarda la flat tax”. C’è anche un accenno alla proposta delle Lega sull’uscita in Pensione a 64 anni: una proposta che punta a “correggere una distorsione tra chi ha cominciato a lavorare prima del 1996 e chi ha cominciato a lavorare dopo il 1996” anche se il sistema deve “ovviamente garantire sostenibilità nel lungo termine”. È in una delle sessioni dell’iniziativa della Lega dal titolo “In tua difesa – verso la finanziaria 2027” che Giorgetti tratteggia alcune delle coordinate della legge di bilancio, facendo intravedere la destinazione di alcune delle risorse che indirettamente potrebbero essere liberate grazie allo scostamento legato alla flessibilità concessa dall’Ue per le spese in difesa ed energia.
Superare il “limite, piuttosto astruso e secondo il mio giudizio ingiustificato, dell’Europa con cui bisogna negoziare”. Quel limite, ad oggi, ferma a 85.000 euro i redditi delle partite Iva cui applicare l’aliquota preferenziale al 15% e da tempo la Lega accarezza l’idea di salire a 100.000 euro. Una mossa che arriverebbe nell’anno delle elezioni politiche e vede l’opposizione sollevare, anche a livello europeo, il tema dell’equità per l’aliquota molto più alta pagata dal lavoro dipendente. Rifacendosi alla detassazione, riconosciuta dalla manovra 2026, alle imprese che rinnovavano i contratti, Giorgetti evoca poi la proposta della Lega in materia di adeguamento dei salari ora che l’inflazione è al 3,3%, ai massimi di tre anni e sta mangiando potere d’acquisto. “Io penso che noi dobbiamo fare una proposta di vantaggio fiscale una tassazione agevolata, una sorta di flat tax” per gli aumenti di stipendio, rivolta ai giovani e “che si sposi con la disponibilità delle imprese”.
È sulle banche, lato risorse, che invece il ministro dell’Economia non si sbilancia dopo la proposta del suo partito ma che vede la netta contrarietà di FI: un contributo del 5% da parte delle banche, a fronte di oltre 50 miliardi di utili, da cui si punta ad ottenere 2-3 miliardi di euro di risorse da destinare al sostegno di famiglie e imprese di fronte al caro-energia, e al rafforzamento della sicurezza. Sullo sfondo c’è il caro-energia, con il petrolio in zona 100 dollari e il gas arrivato a 75 euro. Ora il problema è quello dei carburanti. L’ultimo taglio delle accise sul gasolio scadrà domani. In queste ore il governo sta accelerando e non è escluso che proprio domani si riunisca il Cdm per varare le nuove attese misure mirate, anche se non mancano valutazioni più caute, in base alle quali servirà più tempo.
Arriva in aula del Senato la legge elettorale
La riforma elettorale approda nell’aula del Senato senza un testo definitivo e con un paio di nodi da sciogliere: la soglia per ottenere il premio di maggioranza e l’esclusione dei voti delle liste non ripescate sotto il 3%. Si tratta di due punti dirimenti per il risultato elettorale che, stando agli ultimi sondaggi, con la crescita di Futuro Nazionale, danno centrodestra e campo largo alla pari. Così oggi, mentre alle 10.00 l’aula del Senato è convocata per votare le questioni pregiudiziali e poi avviare la discussione generale sul testo che arriva in aula senza mandato al relatore, gli sherpa del centrodestra alle 11,30 in via della Scrofa si riuniranno per accordarsi sugli ultimi ritocchi. Secondo quanto trapela, sembra sarà approvato l’emendamento presentato da Paola Ambrogio (FdI) che prevede l’abbassamento dal 42 al 41% della soglia per l’assegnazione del premio di maggioranza. La proposta era stata presentata anche in commissione ma poi accantonata.
Così come sono stati accantonati durante l’esame in Affari costituzionali gli emendamenti di maggioranza che modificano la cosiddetta la norma anti-cespugli introdotta alla Camera con la quale si prevede di non conteggiare, ai fini del raggiungimento della soglia per l’attribuzione del premio, i risultati elettorali delle liste sotto la soglia del 3% non ripescate: sul punto c’è un emendamento sottoscritto da FdI, Lega e Nm (ma non da FI) per portare la soglia all’1% e uno di FdI per fissare la soglia al 2%, che per FI sarebbe preferibile.
L’esame in commissione Affari Costituzionali proseguirà in mattinata prima dell’aula ma è ormai assodato che non si arriverà a votare il mandato al relatore, il presidente della commissione Andrea De Priamo(FdI). Decadrà così anche l’introduzione delle preferenze approvata in commissione che toccherà all’aula approvare nuovamente. La norma sui capilista bloccati e la possibilità di scegliere con le crocette tre candidati in un elenco di sei è prevista da un emendamento Lisei che oggi il Presidente del Senato Ignazio La Russa ha stabilito essere sub emendabile. Questo per venire incontro alle opposizioni. Ormia tramontata, sembra, l’ipotesi di introdurre il doppio turno.
Vannacci provoca, la Lega spinge sulle banche e Salvini vede governatori
Il centrodestra fa i conti con l’incognita Roberto Vannacci. Il leader di FN provoca Giorgia Meloni, Antonio Tajani e Matteo Salvini con un post: “Adesso hanno preso la calcolatrice. Il risultato è scritto nero su bianco: senza FN il centrodestra non raggiunge il 42%. Ma nessuno si illuda: i nostri voti non sono un pacco postale da ritirare alla vigilia delle elezioni”. Il generale, a suo modo, sembra aprire a possibili accordi ma, avverte, “le alleanze non si costruiscono con formule escogitate nei palazzi, ma sulla chiarezza dei programmi e sulla lealtà verso gli elettori. FN non negozia i suoi principi, valori e ideali e non sarà la ruota di scorta di nessuno. Sarà il motore che riporterà la destra sulla retta via”. Sulla coalizione di governo, intanto, continuano a pesare le tensioni interne alla Lega e le frizioni tra alleati, in particolare tra il Carroccio e FI.
Matteo Salvini, dal canto suo, chiede “coraggio” agli altri partiti di centrodestra, perché “non è il momento di avere il braccino corto”. Poi sfiora il tema delle fibrillazioni interne, alla vigilia dell’incontro a Roma con i governatori Attilio Fontana, Massimiliano Fedriga e Maurizio Fugatti, a cui si aggiungerà Luca Zaia. “Gli italiani si aspettano da noi proposte, contenuti, risposte, non polemiche”, dice prima del confronto di oggi. Un confronto che rischia di trasformarsi in una resa dei conti e che arriva a meno di due settimane dal raduno di Pontida del 20 settembre.
Quella domenica, mentre il leader leghista chiuderà i lavori sul pratone, Vannacci interverrà a Orvieto (Terni), praticamente in contemporanea, in chiusura della tre giorni organizzata con Gianni Alemanno, mentre Giorgia Meloni dovrebbe andare alla festa di Gioventù nazionale Fenix a Roma. A far discutere nella maggioranza di governo sono, intanto, le parole di Salvini sugli extraprofitti e sul contributo da chiedere alle banche. “Ci siamo accorti che la sinistra dice di no a tutto. Siamo onesti: anche in maggioranza ogni tanto c’è qualcuno che, invece di accelerare, prova a rallentare. Sono convinto che anche al tavolo di maggioranza gli alleati, di fronte ai numeri, non potranno che dire di sì a un contributo da parte delle imprese più ricche d’Italia. Non una tantum, non straordinario, deve essere strutturale e definitivo”, dice il leader leghista.
Il campo largo insieme sul palco di Avs ma restano i nodi: Ucraina e primarie
“L’alternativa c’è”, Nicola Fratoianni lo dice prima ancora del dibattito alla festa di Avs che riunisce di nuovo Pd-M5S e Verdi-Sinistra. L’appuntamento è stato preparato con attenzione e puntano sul programma comune. Ma definire il programma non sarà una passeggiata, perché le differenze restano, saranno pure “tre contro 4.850 cose su cui siamo d’accordo”, come dice Elly Schlein, ma sono differenze “di peso”. Una di queste riguarda proprio la scelta del leader. Nessuno entra nel merito, tranne la leader Pd che ribadisce la sua linea, ci sono solo due possibilità: “Valuteremo se fare un accordo” che porti a indicare come leader “chi prende un voto in più o se fare delle primarie a cui mi sono sempre detta disponibile”.
Per la leader Pd non c’è altra opzione, nessun terzo nome da definire ad un tavolo della coalizione. Ma le distanze, sia pure con garbo, vengono ribadite anche su altri temi. L’Ucraina, innanzitutto. Giuseppe Conte ripete: “Non cambio idea, io sono coerente. Non sarà con le armi che noi risolviamo il problema”. “Io credo che sulla svolta negoziale possiamo tutti riconoscerci, basta scommettere sulla vittoria militare, sulla pelle altrui”. Fratoianni prova a tenere tutto insieme e a trovare un punto comune sulla via negoziale. La Schlein sulla via negoziale è d’accordo da tempo. Ma a differenza degli alleati sottolinea che anche nei giorni scorsi Putin ha detto no ad un piano di pace presentato da Kiev. Certo “siamo tutti d’accordo nel dire che per fare la pace serve una grande iniziativa politica e diplomatica dell’Ue. La differenza è su come pensiamo di sostenere il popolo ucraino. Siamo in disaccordo solo su come sostenere questo sforzo”. Ma, se Conte ha detto “non cambio idea”, lei aggiunge: “Abbiamo una responsabilità talmente grande davanti a noi che dovremo discutere anche su questo fino allo sfinimento”. Insomma le distanze rimangono in attesa di una svolta della coalizione ma una passo avanti sembra esserci stato.
Alla Camera
L’Assemblea della Camera tornerà a riunirsi alle 13.00 per esaminare il decreto-legge sul crollo dell’immobile degli uffici giudiziari di Bolzano, discuterà sulle relazioni della Giunta per le autorizzazioni sulle richieste di deliberazioni sull’insindacabilità nell’ambito di un procedimento penale nei confronti di Vittorio Sgarbi (deputato all’epoca dei fatti) e sulla pdl sul cinema. Come di consueto, alle 15.00 svolgerà le interrogazioni a risposta immediata (question time).
Per quanto riguarda le Commissioni, la Affari Costituzionali svolgerà audizioni sulla pdl sulla revoca della cittadinanza ed esaminerà il ddl sul contrasto all’antisemitismo. La Giustizia dibatterà sullo schema di decreto legislativo sulla responsabilità per danno da prodotti difettosi. La Affari Esteri svolgerà audizioni sulla Relazione sullo stato di attuazione del Piano Mattei. La Bilancio con l’Ambiente svolgerà audizioni e si confronterà sul decreto legge sulla pubblica amministrazione.
La Finanze proseguirà l’esame del decreto-legge sul prezzo dei carburanti e sull’ILVA in amministrazione straordinaria. La Cultura con la Affari Sociali si confronterà sul ddl per l’adozione del Piano triennale di prevenzione e promozione della salute nelle scuole. La Ambiente svolgerà audizioni sulle pdl sul riutilizzo degli imballaggi, il ddl sull’istituzione dell’area marina protetta “Isola di Capri” e lo schema di Dlgs sulle discariche dei rifiuti. La Lavoro inizierà l’esame sullo schema di Dlgs sulle condizioni di lavoro nel lavoro mediante piattaforme digitali.
Al Senato
L’Assemblea del Senato tornerà a riunirsi alle 10.00 per esaminare il ddl sulla riforma della legge elettorale.
Per quanto riguarda le Commissioni, la Affari Costituzionali esaminerà il ddl sulla legge elettorale. La Giustizia svolgerà audizioni ed esaminerà il ddl per il rilascio degli immobili. Si confronterà sullo schema di Dlgs sulla responsabilità per danno da prodotti difettosi, sui ddl sulla legittima difesa e sul ddl sui detenuti sottoposti a regime speciale in aree insulari. Dibatterà sul ddl sulle professioni pedagogiche ed educative e sul ddl sull’allontanamento del minore. La Affari Esteri e Difesa esaminerà il ddl sull’accordo Italia-Algeria sulla cooperazione nel settore della difesa. La Politiche dell’Ue esaminerà la relazione programmatica sulla partecipazione dell’Italia all’Unione europea per l’anno 2026 e per il 2025 e dibatterà sull’affare assegnato relativo agli aspetti istituzionali della strategia commerciale dell’Unione europea.
La Bilancio proseguirà l’esame dei ddl sul rendiconto generale dell’Amministrazione dello Stato per l’esercizio finanziario 2025 e disposizioni per l’assestamento del bilancio dello Stato per l’anno finanziario 2026. Si confronterà sullo schema di Dlgs sulle emissioni industriali e le discariche dei rifiuti. La Finanze discuterà sul ddl sulla tutela dei consumatori, sui ddl sul conto corrente e sul ddl sul rafforzamento dell’accesso ai servizi bancari essenziali. Discuterà sullo schema di Dlgs sull’accesso delle piccole e medie imprese ai capitali.
La Cultura discuterà sul ddl sulla Vespa Piaggio, sul ddl sui presepi viventi e sul ddl sulla valorizzazione delle abbazie e degli insediamenti benedettini medievali. Si confronterà sui ddl sull’inclusione degli studenti universitari con DSA e sui ddl sui corsi di primo soccorso nelle scuole secondarie. La Ambiente esaminerà il DL sugli imballaggi, lo schema di Dlgs sulla qualità dell’aria e lo schema di Dlgs sulle emissioni industriali. Si confronterà sui ddl sulla riforma della RAI, sui ddl sulle isole minori e sul ddl sulla cattura della CO2. Delibererà sulla proposta di indagine conoscitiva sulla gestione, il riutilizzo e il recupero delle batterie agli ioni di litio e sulla proposta di indagine conoscitiva sulle criticità e sulle prospettive della filiera di gestione del fine vita dei moduli fotovoltaici.
La Industria inizierà l’esame del DL sugli impianti di interesse strategico nazionale e del ddl sull’agricoltura. Proseguirà l’indagine conoscitiva sugli effetti del cambiamento climatico in agricoltura e l’affare assegnato sulle aree di crisi industriale complessa in Italia. Discuterà sul ddl sulle grotte d’Italia e proseguirà l’esame del ddl sulle reti delle città madri del made in Italy, dei ddl sull’attività di acconciatore ed estetista, dei ddl sui prodotti agroalimentari di qualità, dei ddl sul registro nazionale dei pizzaioli e dei ddl sullo spreco alimentare. La Affari Sociali svolgerà audizioni ed inizierà l’esame dello schema di Dlgs sulle condizioni di lavoro nel lavoro mediante piattaforme digitali. Proseguirà l’esame delle proposte di risoluzione sulla sanità integrativa e del ddl sui giovani e il servizio civile. Infine, si confronterà sullo schema di Dlgs sulla plastica riciclata.
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