Con l’imminente avvio dell’anno scolastico 2026/2027, le famiglie italiane si trovano a fare i conti con le spese necessarie per l’istruzione dei figli, tra libri, materiale didattico, servizi integrativi e mensa scolastica. Quest’ultima voce è una di quelle che pesano maggiormente sul budget familiare, e anche se si tratta di un servizio essenziale per chi frequenta la scuola a tempo pieno, è caratterizzato da forti variazioni sul territorio nazionale.
A determinare l’importo del costo giornaliero o mensile dei pasti a scuola contribuiscono diversi fattori, tra cui spicca la fascia di reddito Isee. A stabilire il costo in base all’Isee sono gli stessi Comuni, che prevedono anche le agevolazioni per i nuclei familiari con più di un figlio iscritto a scuola.
Vediamo nel dettaglio quanto costa la mensa scolastica per l’anno scolastico 2026/2027, quali sono le tariffe medie previste, le differenze di costo tra Nord e Sud e come richiedere esenzioni e sconti al proprio Comune.
Quanto costa la mensa scolastica
Il costo della mensa scolastica non è uniforme in tutta Italia, varia in base al Comune di residenza e all’Isee del nucleo familiare. La mensa, infatti, è un servizio gestito a livello locale e a stabilire le tariffe e le riduzioni è il singolo municipio.
Il servizio è gestito tramite bandi specifici e piattaforme dedicate. Per comprendere quale sia il costo medio della mensa, vediamo le tariffe deliberate da alcuni enti locali per l’anno scolastico 2026/2027:
- Roma Capitale ha tariffe calcolate in base all’Isee fino a 45.000 euro, esenzione totale per chi ha Isee fino a 5.165 euro, tariffa massima per non residenza e famiglie senza Isee;
- Cinisello Balsamo ha tariffe che variano da 2,38 euro a 5,29 euro a pasto a seconda delle fasce di Isee; sono previsti sconti del 20% per il secondo figlio e del 50% per il terzo;
- Piacenza ha un costo variabile per i residenti che oscilla tra 0,90 euro e 5,69 euro a pasto in base a Isee e numero di figli. Per i non residenti il costo fisso è quello massimo;
- Portogruaro ha una tariffa unica di 4,80 euro a pasto, ma sono previste riduzioni in base all’Isee.
Tariffe mensa scolastica Isee
In Italia non esistono scaglioni Isee univoci su scala nazionale, perché i servizi come la mensa sono gestiti in autonomia da ogni Comune che delibera le soglie e le esenzioni, insieme ai costi.
Analizzando i regolamenti delle principali città e l’indagine nazionale sulle mense scolastiche realizzata da Cittadinanzattiva, si può mappare il costo medio suddiviso in quattro macro fasce Isee che illustriamo di seguito.
Per chi ha redditi tra 5.000 e 6.000 euro è prevista l’esenzione totale dal pagamento della mensa quasi ovunque per i residenti.
Per Isee tra 6.000 e 15.000 euro sono previste agevolazioni parziali abbastanza lineari con il costo del pasto che varia da 1,50 euro a 3 euro.
Per chi ha Isee compreso tra 15.000 euro e 30.000 euro la tariffa media è quella nazionale reale che prevede un costo variabile da 4,30 euro a 4,50 euro per ogni pasto.
Per Isee oltre i 30.000 euro (e per coloro che non hanno Isee) la tariffa è quella massima che va da 5.50 euro a 7,50 euro.
Per una famiglia tipo con Isee medio (intorno al 20.000 euro) la spesa media per la mensa si attesta sui 4.30 euro al giorno per la scuola dell’infanzia e 4,41 euro a pasto per la scuola primaria. Questi costi si traducono in una spesa mensile compresa tra gli 85 euro e gli 89 euro per ogni bambino, se si calcolano 20 giorni di scuola al mese.
Confronto costo mensa scolastica
Le tariffe massime e medie, in ogni caso, variano sensibilmente in base alla realtà geografica. Al Nord, in regioni come l’Emilia Romagna e la Lombardia, i costi mensili sono più alti per le fasce di reddito medio-alte, ma il servizio ha una capillarità maggiore. Al Sud è possibile trovare tariffe anche inferiori e forti agevolazioni, ma molte aree soffrono cronicamente della mancanza di mense a tempo pieno nelle scuole statali.
Un forte elemento di disparità sulle tariffe è rappresentato dalla non residenza: sono molti i bambini che frequentano una scuola in un Comune diverso da quello di residenza. In questi casi, nella maggior parte dei Comuni, è applicata la tariffa massima, a prescindere dall’Isee.
Per comprendere a pieno quali sono le profonde differenze di costo e i criteri di calcolo della mensa scolastica per l’anno 2026/2027, focalizziamo l’analisi su quattro grandi città italiane: Roma, Milano, Napoli e Palermo.
Il confronto evidenzia due modelli principali con Milano e Roma che utilizzano un sistema di calcolo basato sull’Isee con fasce progressive molto strutturate e il Sud con Napoli e Palermo che mantiene costi più contenuti ma con logiche diverse.
Nella seguente tabella mettiamo a confronto le quattro città:
| Città | Gestore del servizio | Soglia esenzione totale (Isee) | Costo medio/fascia media | Tariffa massima | Note e particolarità |
|---|---|---|---|---|---|
| Milano | Milano Ristorazione S.p.A. | Sotto i 3.500 € | 3,42 € (scuola primaria) | Oltre 27.000 € di Isee si paga la quota massima | Le iscrizioni per l’anno scolastico sono valide per l’intero ciclo |
| Roma | Gestione diretta (Roma Capitale) | Fino a 5.165 € | 2,30 € – 3,50 € (Isee 15-20k) | Oltre 45.000 € di Isee o senza presentazione della domanda | Domande aperte sul portale fino al 30 settembre 2026 |
| Napoli | Gestione diretta (Comune di Napoli) | 0,00 € (Isee zero o prima fascia) | 2,20 € – 2,90 € (Fasce medie) | Fascia massima (Fascia 12) applicata per Isee molto alti o non presentati | Previsto un contributo organizzativo fisso iniziale di 15,00 € (una tantum per nucleo) |
| Palermo | Gestione interna (Comune di Palermo) | Fasce sociali svantaggiate (Isee minimo) | 2,00 € – 3,00 € (Rapporto ticket mensile) | Tariffa piena d’ufficio per mancata attestazione o non residenti | Storicamente basato su acquisto di blocchetti ticket o ricariche mensili |
Come chiedere riduzioni ed esenzioni
Per ottenere sconti e agevolazioni o l’esenzione totale dal pagamento della mensa scolastica per l’anno 2026/2027, bisogna presentare apposita domanda al proprio Comune perché le agevolazioni non scattano mai in automatico, ma deve essere sempre la famiglia a richiederle espressamente.
La prima cosa da fare è ottenere l’attestazione Isee per prestazioni rivolte ai minorenni (Isee minorenni).
Per presentare domanda, poi, è necessario accedere con Spid o Cie al portale dei servizi educativi del proprio Comune. Solitamente la domanda si presenta durante l’iscrizione online al servizio mensa o nella finestra di rinnovo annuale. Per richiedere la tariffa agevolata bisogna spuntare “Richiedo tariffa agevolata in base all’Isee” (o dicitura simile). Molti Comuni acquisiscono l’Isee direttamente dalla banca dati dell’Inps, basta inserire il codice fiscale del genitore e del bambino.
La finestra principale per le domande si concentra nei mesi tra maggio e fine luglio, ma sono previsti spesso termini massimi fino al 30 settembre.
Cosa si recupera con la dichiarazione dei redditi
Nella dichiarazione dei redditi con modello 730 o con modello Redditi è possibile recuperare il 19% delle spese sostenute per la mensa scolastica di ogni figlio.
La detrazione del 19% si calcola su un tetto massimo di spesa pari a 1.000 euro per ogni figlio (nel tetto di spesa concorrono anche spese di iscrizione e frequenza, pre e post scuola e tutte le altre spese di istruzione detraibili). Il risparmio reale è fino a un massimo di 190 euro l’anno per ogni figlio (il 19% di 1.000 euro).
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