Si è conclusa dopo appena 15 minuti la riunione del Consiglio dei Ministri a Palazzo Chigi. Durante il vertice è arrivato il via libera al decreto legge per la proroga del taglio delle accise sui carburanti, necessario a fronteggiare la crisi dei mercati internazionali, insieme al provvedimento con le misure d’urgenza volte a garantire la continuità operativa degli impianti dell’ex Ilva.
Lo sconto sulle accise previsto per il solo diesel durerà fino al 5 settembre, è una misura che vale circa 130 milioni. Lo sconto continuerà ad essere di 17 centesimi al litro.
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha emanato in serata a Castelrotto, in provincia di Bolzano, il decreto-legge recante “Disposizioni urgenti in materia di prezzi petroliferi connessi al protrarsi della nuova crisi dei mercati internazionali”. Contestualmente, il Capo dello Stato ha autorizzato la presentazione alle Camere del relativo disegno di legge di conversione. Il provvedimento introduce interventi immediati per arginare le tensioni sui prezzi dei carburanti e sterilizzare gli aumenti scatenati dall’instabilità dei mercati esteri.
La scelta del Governo di limitare la proroga dello sconto sulle accise al 5 settembre risponde all’esigenza primaria di garantire la copertura finanziaria durante la fase critica dei rientri estivi, contenendo l’impatto immediato sui consumatori.
Per i mesi successivi alla scadenza, l’orientamento dell’esecutivo prevede l’abbandono progressivo dei tagli generalizzati delle accise — definiti molto onerosi per le casse statali — in favore di interventi più selettivi e mirati. La linea del Governo punta infatti ad affiancare al monitoraggio costante delle quotazioni del greggio una serie di sostegni focalizzati sulle famiglie con i redditi più bassi e sui settori economici direttamente colpiti dal caro energia, quali il trasporto e la logistica. Inoltre, resta sempre operativo lo strumento dell’accisa mobile, che permette di compensare gli eventuali picchi del costo del petrolio riducendo le accise in misura pari al maggiore gettito IVA incassato dallo Stato.
Energia e torre di petrolio generica (Ansa)
Fisco ed energia, nel DL Carburanti un acconto fiscale sui dividendi per i grandi gruppi. Liquidità fresca allo Stato poi recuperata dalle aziende con il credito d’imposta
Nel decreto legge carburanti approvato dal Consiglio dei Ministri è prevista l’introduzione di un nuovo meccanismo di acconto fiscale sulle tasse derivanti dai dividendi anticipati. La misura riguarda in modo specifico le principali società operanti nel settore dell’energia.
In base alla bozza del provvedimento visionata dall’ANSA, il nuovo prelievo si rivolge ai grandi gruppi energetici che hanno registrato nel 2025 ricavi superiori ai 20 miliardi di euro. Il meccanismo stabilisce che l’importo versato a titolo di acconto farà contestualmente maturare in capo all’impresa un credito di imposta di pari valore.
Secondo quanto chiarito da fonti di governo, la norma è stata concordata preventivamente con i gruppi societari interessati per garantire un’applicazione condivisa dell’intervento.
Questa misura funziona essenzialmente come un prestito di liquidità a breve termine concessa al Fisco dai colossi dell’energia. Lo Stato chiede ai gruppi con fatturato superiore ai 20 miliardi di euro di versare in anticipo le imposte sui dividendi che altrimenti pagherebbero nei mesi successivi. In questo modo, le casse pubbliche incassano immediatamente le risorse finanziarie necessarie a coprire il taglio delle accise sui carburanti, senza dover ricorrere a nuovo debito pubblico.
Allo stesso tempo, la misura non rappresenta una nuova tassa o una sanzione sui profitti. Convertendo l’anticipo versato dalle imprese in un credito d’imposta di pari importo, le società energetiche potranno recuperare interamente la somma scalando le imposte che dovranno versare in futuro. Per questa ragione l’intervento è stato concordato preventivamente con i grandi gruppi: lo Stato ottiene la cassa immediata per calmierare i prezzi alla pompa, mentre le aziende forniscono la liquidità richiesta mantenendo la garanzia del pieno rientro economico.
Acciaieria ex Ilva di Taranto (repertorio) (ANSA/CIRO FUSCO)
Ex Ilva, dal CdM lo stop alla diffida ministeriale: garanzie sulle discariche valide per un anno
Il Consiglio dei Ministri ha approvato una misura d’urgenza che mette al riparo l’ex Ilva dal blocco operativo previsto a causa delle contestazioni sulla gestione dei rifiuti industriali e delle discariche dello stabilimento siderurgico.
La norma interviene sul fronte delle garanzie finanziarie che Acciaierie d’Italia in Amministrazione Straordinaria aveva prestato nei mesi scorsi, giudicate inadeguate dalla Provincia di Taranto e oggetto di una diffida del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) che avrebbe comportato la sospensione delle attività di gestione rifiuti — e della produzione correlata — a decorrere dal 20 agosto 2026.
La soluzione normativa approvata dal Governo modifica il decreto legislativo n. 36 del 13 gennaio 2003 inserendo una nuova disposizione specifica. Per le società in amministrazione straordinaria che gestiscono impianti di interesse strategico nazionale, le garanzie finanziarie per le discariche potranno essere prestate con una durata di un solo anno, risultando conformi per legge anche se l’autorizzazione copre un arco temporale superiore.
Nella relazione illustrativa al provvedimento si evidenzia come l’intervento si sia reso necessario per risolvere le oggettive difficoltà riscontrate dalle amministrazioni straordinarie nel reperire sul mercato bancario o assicurativo fideiussioni di lunga durata. L’obiettivo dell’esecutivo è preservare l’operatività degli impianti e la continuità aziendale senza soluzione di continuità, nelle more della procedura di vendita dello stabilimento in corso, il tutto senza determinare nuovi oneri a carico della finanza pubblica.
Matteo Salvini (Ansa)
La maggioranza rivendica il sostegno a famiglie e imprese
Tra le file del centrodestra si evidenzia il valore di un intervento rapido e l’intento di passare a una strategia di più ampio respiro. Per la Lega, il Vicepremier e Ministro dei Trasporti Matteo Salvini ha rimarcato l’importanza del provvedimento tampone per tutelare i cittadini in viaggio e gli autotrasportatori durante i rientri dalle vacanze, sottolineando al contempo la necessità di sostenere la proroga reperendo risorse certe e di avviare un meccanismo strutturale e selettivo.
Dai banchi di Fratelli d’Italia si esprime soddisfazione per la tempestività dell’esecutivo, che ha scongiurato una stangata immediata alla pompa al termine del mese di agosto, confermando l’impegno verso un sostegno mirato ai redditi medio-bassi. Contestualmente, gli esponenti di Forza Italia ribadiscono l’efficacia di un approccio equilibrato tra finanza pubblica e aiuti concreti, accogliendo favorevolmente la ricerca di soluzioni condivise per il finanziamento delle misure energetiche senza sbilanciare i conti dello Stato.
Angelo Bonelli/Elly Schlein/Giuseppe Conte (ansa)
L’opposizione incalza: “Solo una pezza temporanea”
Critiche le forze di minoranza, che contestano la brevità della proroga e la mancanza di una visione organica contro l’inflazione e il caro carburante. Il Partito Democratico denuncia come un rinvio di pochi giorni dimostri la mancanza di una reale copertura finanziaria di lungo termine, definendo l’intervento un semplice “rinvio della stangata” che non risolve il nodo dell’aumento generalizzato dei prezzi per famiglie e lavoratori pendolari.
Particolarmente duro il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, che parla di “ennesima beffa e dimostrazione di pavidità”, citando i dati Cna sul conto energetico da oltre 12 miliardi in sei mesi e quelli Confesercenti sull’aggravio da 1,8 miliardi sulle vacanze.
Conte accusa il Governo di prorogare uno “sconticino impercettibile”, ricordando il precedente “riallineamento” delle accise e contestando le celebrazioni per la longevità dell’esecutivo, sostenendo che il coraggio torna solo quando si parla di armi e del prestito Safe da 9 miliardi. Infine, Alleanza Verdi e Sinistra sottolinea l’urgenza di dirottare i sussidi e le risorse verso il trasporto pubblico e le energie rinnovabili, giudicando la proroga delle accise una misura d’emergenza che rincorre i mercati anziché pianificare la transizione ecologica ed energetica.
Assoutenti: “Bicchiere mezzo vuoto, no ai criteri Isee”
Reazioni critiche giungono anche dal fronte dei consumatori con Assoutenti. Il presidente Gabriele Melluso afferma che sul fronte dei carburanti il bicchiere è ancora mezzo vuoto. Pur giudicando corretta la decisione di proseguire col taglio generalizzato fino al 5 settembre per tutelare chi rientra dalle vacanze, sostiene che lo sconto andava potenziato ed esteso anche alla benzina.
Melluso boccia inoltre in modo netto l’ipotesi di aiuti futuri legati al reddito, definendo la strada delle misure assistenziali legate soltanto all’Isee palesemente sbagliata, poiché l’automobilista non si può classificare in base al reddito dato che il caro-carburante colpisce indistintamente tutti, rendendo necessario un intervento stabile e strutturale sulle accise per evitare che il pieno diventi una tassa straordinaria.
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