La musica non è soltanto una passione da coltivare nel tempo libero. Per le famiglie che nel 2025 hanno pagato lezioni, iscrizioni o corsi musicali per i propri figli, può rappresentare anche una voce da portare in detrazione nella dichiarazione dei redditi. Il beneficio torna infatti anche nella Dichiarazione dei Redditi 2026, relativa alle spese sostenute nell’anno d’imposta 2025.
Il calendario fiscale si avvicina a una delle sue scadenze: il 30 settembre 2026 è il termine previsto per la trasmissione della dichiarazione, sia attraverso il modello ordinario sia tramite la versione precompilata. Tra le spese che possono alleggerire il conto Irpef ci sono anche quelle destinate alla formazione musicale dei ragazzi, ma soltanto se vengono rispettate precise condizioni.
Una detrazione Irpef del 19%
La norma prevede una detrazione Irpef del 19% sulle spese sostenute dai genitori per l’iscrizione e la frequenza di corsi musicali destinati a figli fiscalmente a carico tra i 5 e i 18 anni.
Non si tratta però di un beneficio senza limiti. Per le spese sostenute nel 2025, la detrazione può essere calcolata su un importo massimo di 1.000 euro per ciascun figlio, con uno sconto fiscale che può arrivare quindi a 190 euro all’anno.
C’è inoltre una condizione legata al reddito: il contribuente che ha sostenuto la spesa deve avere un reddito complessivo non superiore a 36mila euro annui. L’Isee, invece, non viene preso in considerazione per stabilire il diritto alla detrazione.
Quali corsi e strutture sono ammessi
Non tutte le lezioni di musica possono essere inserite nella dichiarazione. La normativa individua con precisione le strutture che consentono di usufruire dell’agevolazione.
Rientrano innanzitutto i conservatori di musica legalmente riconosciuti e gli istituti di Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica (Afam) individuati dalla legge 508 del 1999.
La detrazione può inoltre riguardare le spese sostenute presso scuole di musica iscritte nei registri regionali, oltre che presso cori, bande e accademie musicali riconosciuti da una Pubblica amministrazione.
È dunque fondamentale verificare non soltanto la natura del corso frequentato dal figlio, ma anche il riconoscimento dell’ente presso cui viene svolta l’attività.
Se la spesa è pagata da entrambi i genitori
Quando a sostenere il costo sono entrambi i genitori, la detrazione può essere suddivisa in base alla quota effettivamente pagata da ciascuno.
La ripartizione deve risultare dalla documentazione della spesa e non modifica il limite complessivo: il tetto rimane infatti fissato a 1.000 euro per figlio.
In altre parole, non è possibile raddoppiare il beneficio semplicemente dividendo il pagamento tra i due genitori. Il limite riguarda il singolo figlio e la spesa complessivamente sostenuta.
La detrazione vale per ogni figlio
Le famiglie con più figli iscritti a corsi musicali possono beneficiare della detrazione per ciascun ragazzo, sempre nel rispetto dei requisiti previsti dalla legge.
Un aspetto particolarmente importante riguarda l’età. L’agevolazione si applica per l’intero periodo d’imposta anche nel caso in cui il ragazzo compia 5 anni oppure raggiunga i 18 anni nel corso del 2025.
Per chi ha più figli, quindi, sarà necessario indicare separatamente le spese sostenute per ciascun beneficiario.
Dove inserire la spesa nel 730
Anche la compilazione della dichiarazione richiede attenzione. Nel modello 730, le spese per i corsi musicali devono essere indicate utilizzando il codice 45, nei righi dedicati alle altre spese, compresi tra E8 ed E10.
Chi invece presenta il modello Redditi Persone Fisiche deve riportare la spesa nei righi compresi tra RP8 e RP13, sempre utilizzando il codice previsto.
Attenzione ai pagamenti: il contante non basta
Un altro requisito fondamentale riguarda il metodo di pagamento. Per ottenere la detrazione non è sufficiente conservare la ricevuta dell’iscrizione: la spesa deve essere stata sostenuta attraverso un sistema tracciabile.
Sono quindi ammessi, ad esempio, bonifico bancario, carta di credito e assegno. Restano invece fuori dal beneficio le somme pagate in contanti.
Conservare ricevute e documentazione relativa al pagamento è dunque essenziale in caso di eventuali controlli da parte dell’amministrazione finanziaria.
Anche lo sport può dare diritto a una detrazione
La musica non è l’unica attività extrascolastica dei figli che può avere un riflesso sulla dichiarazione dei redditi. Una detrazione è prevista anche per le spese relative all’attività sportiva dei ragazzi tra i 5 e i 18 anni.
In questo caso il beneficio riguarda le somme pagate per l’iscrizione annuale e l’abbonamento a palestre, piscine e associazioni sportive, fino a un massimo di 210 euro di spesa per ciascun figlio.
Anche in questo caso sono previste condizioni precise: le strutture devono essere riconosciute dal Coni o dalle federazioni sportive nazionali. La ricevuta deve inoltre riportare le informazioni necessarie, tra cui i dati della struttura, l’attività praticata, le generalità del ragazzo e il codice fiscale del genitore che ha effettuato il pagamento.
Queste spese, inoltre, non vengono inserite automaticamente nella dichiarazione precompilata e devono quindi essere indicate dal contribuente.
Un altro possibile sconto riguarda i trasporti
Per una famiglia che accompagna i figli a scuola, a musica o ad attività sportive utilizzando autobus e altri mezzi pubblici, esiste infine un’ulteriore possibilità di risparmio.
Gli abbonamenti al trasporto pubblico locale possono infatti beneficiare di una detrazione Irpef del 19%, calcolata su una spesa massima di 250 euro all’anno.
Il risultato è una serie di piccoli benefici fiscali che, sommati tra loro, possono contribuire a ridurre il peso delle spese sostenute dalle famiglie durante l’anno. Per sfruttarli, però, è indispensabile controllare requisiti, limiti di spesa, modalità di pagamento e documentazione prima di presentare la dichiarazione.
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