L’arrivo di settembre segna un periodo particolarmente significativo per le famiglie che usufruiscono dell’Assegno Unico, soprattutto per quanto riguarda il calcolo e il pagamento dei conguagli. In questa fase dell’anno, INPS porta a termine ricalcoli fondamentali che riflettono le eventuali variazioni reddituali o anagrafiche avvenute nel corso dei mesi precedenti.
Parliamo di una procedura che riguarda non solo l’adeguamento degli importi, ma anche il riconoscimento di eventuali differenze, sia positive che negative, derivanti da aggiornamenti relativi all’ISEE, alle maggiorazioni spettanti o a modifiche della composizione familiare. Capire come funziona il meccanismo dei conguagli permette di prevenire sorprese e di pianificare con consapevolezza il bilancio familiare all’inizio dell’anno scolastico e fiscale.
Date e modalità di pagamento Assegno Unico a settembre 2026
Nel mese di settembre, il calendario dei pagamenti dell’Assegno Unico si struttura in fasce distinte, a seconda della situazione anagrafica e amministrativa dei beneficiari. Per chi già percepisce la prestazione, l’accredito avviene di norma tra il 16 e il 18 settembre; questa finestra riguarda la maggior parte dei nuclei con domanda in essere e ISEE regolare per il 2026. In caso di nuove domande o di pratiche soggette a verifica, l’accredito slitta verso la fine del mese, tra il 28 e il 30 settembre, coincidendo con l’ultimo giorno lavorativo utile. Va tenuto presente che, in base all’istituto di credito utilizzato, l’arrivo effettivo delle somme può variare di alcuni giorni lavorativi.
Particolare attenzione deve essere posta alla gestione dei conguagli e degli arretrati legati alla presentazione di un nuovo ISEE o alla revisione di dati redditoriali. In questi casi, i pagamenti straordinari possono essere disposti in qualsiasi momento del mese, talvolta anche in concomitanza con il pagamento ordinario, ed essere soggetti a ulteriori verifiche amministrative da parte di INPS.
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16-18 settembre: beneficiari con domanda già in essere e ISEE valido; -
Fine settembre (28-30): nuove domande o pratiche in verifica; -
Pagamenti straordinari per conguagli e arretrati durante il mese; -
Possibili anticipi con Poste Italiane.
Per sicurezza si consiglia di verificare costantemente lo stato della disposizione su MyINPS, dato che eventuali anomalie nei dati bancari o nell’ISEE possono ritardare l’accredito o causare la sospensione del pagamento.
Come cambiano gli assegni in base all’ISEE e alle situazioni
L’importo mensile dell’Assegno Unico continua a essere legato alla fascia dell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE), nonché alla composizione e alle caratteristiche del nucleo familiare. Per il 2026, gli importi sono stati rivalutati dello 0,8% rispetto all’anno precedente, in virtù dell’adeguamento ISTAT al costo della vita. Chi non ha presentato un ISEE valido riceve automaticamente l’importo minimo, pari a 57 euro per ciascun figlio. Presentando l’ISEE aggiornato, INPS adegua l’importo ed eroga gli eventuali arretrati dalla data di presentazione della DSU:
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Fascia ISEE
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Importo mensile per figlio minorenne
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Fino a 17.090,61 euro
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Fino a 199,40 euro
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Senza ISEE/ISEE superiore
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57 euro
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Al di là dell’importo base, sono previste maggiorazioni specifiche in presenza di particolari condizioni familiari:
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Figli con disabilità: l’assegno aumenta da 91,20 a 113,50 euro mensili a seconda della gravità e dell’età, senza limiti per disabili adulti; -
Famiglie numerose: 17,10 a 96,90 euro per figlio in caso di almeno 3 figli, più un forfait di 159,60 euro per chi ne ha 4 o più; -
Entrambi i genitori lavoratori: maggiorazione massima di 34,10 euro per minorenne (ISEE fino a 17.090,61 euro, decrescente con ISEE superiore); -
Madri under 21: 22,80 euro aggiuntivi per figlio, senza vincoli ISEE.
Le variazioni familiari, come la nascita di un nuovo figlio, il raggiungimento della maggiore età o l’insorgenza di una disabilità, vengono considerate per la determinazione dell’importo in modo quasi automatico dai sistemi INPS, in base ai dati trasmessi dai cittadini e dagli enti competenti.
Conguaglio positivo o negativo: motivi, tempistiche e casi tipici
Settembre rappresenta un vero spartiacque per il conguaglio annuale inerente all’Assegno Unico. In questo mese sono particolarmente frequenti i ricalcoli automatici che possono portare a una somma aggiuntiva (conguaglio positivo) o, in casi minori, a una trattenuta (conguaglio negativo). Gli scenari principali sono i seguenti:
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Aggiornamento dell’ISEE tra giugno e agosto: il nuovo indicatore determina il ricalcolo degli importi per i mesi precedenti. Un ISEE più basso porta a crediti e quindi a pagamenti aggiuntivi; uno più alto implica riduzioni. -
Rivalutazione ISTAT: eventuali differenze legate all’applicazione retroattiva dell’adeguamento 0,8% possono essere saldate a settembre. -
Modifiche nella composizione del nucleo: nascite, compimenti di 18 o 21 anni, separazioni e cambi di residenza comportano ricalcoli retroattivi. -
Nuove domande accolte a cavallo dei mesi estivi: riconoscimento anche degli arretrati spettanti dalla data di richiesta. -
Variazioni reddituali dopo la presentazione del modello 730: i dati dichiarati possono riflettersi sull’ISEE corrente e generare ulteriori assestamenti negli importi riconosciuti.
La verifica dell’esito del conguaglio è semplice: nella sezione Consulta e gestisci del portale MyINPS è ben visibile la voce Conguaglio, con indicazione dell’importo, positivo o negativo, collegato al singolo mese. Da notare che eventuali importi negativi possono essere suddivisi su più rate, secondo la normativa vigente sui recuperi INPS di prestazioni non spettanti, evitando così impatti eccessivi sulla singola mensilità.
La tempestività nella comunicazione di dati aggiornati e la regolarità dell’ISEE sono i due principali fattori che riducono il rischio di conguagli inattesi.
Come verificare il pagamento e cosa fare se l’importo è errato
Il controllo dei pagamenti avviene attraverso l’accesso al servizio online MyINPS, autenticandosi via SPID, CIE o CNS. Da qui i beneficiari possono consultare il dettaglio dei pagamenti, l’importo per ciascun figlio, le maggiorazioni applicate e lo storico delle erogazioni.
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Verifica nella sezione Consultazione domanda, lo stato (Accolta/In istruttoria/Sospesa); -
Controlla i dati dell’IBAN associato, sempre aggiornati; -
Consulta la sezione Pagamenti per visualizzare data valuta, lordo, netto ed eventuali conguagli.
Se entro il 20 settembre non si registra l’accredito, è utile:
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Verificare se il pagamento risulta disposto (in lavorazione); -
Controllare l’ISEE per accertarne la validità; -
Esaminare eventuali messaggi di richiesta documentale da parte dell’INPS.
Qualora persistano difficoltà, è sempre possibile:
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Contattare INPS tramite Contact Center (803164 da fisso/06164164 da mobile); -
Inoltrare una richiesta scritta tramite la piattaforma INPS Risponde; -
Rivolgersi a un patronato per il supporto diretto.
I ritardi sono spesso dovuti a problemi IBAN, ritardi bancari o sospensione per necessità di integrazione documentale. Una volta risolto l’ostacolo, si ha diritto anche agli arretrati eventualmente non percepiti nelle mensilità precedenti.
Assegno Unico e 730: impatti, dichiarazioni e scadenze fiscali
Il 30 settembre rappresenta il termine ultimo per la presentazione del modello 730, uno dei punti chiave della pianificazione fiscale di molte famiglie. È importante sottolineare che l’Assegno Unico si basa sui valori dell’ISEE e non su quelli dichiarati nel 730, ma i redditi indicati nella dichiarazione annuale influenzano il calcolo dell’ISEE dell’anno successivo:
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Nel 730 si indicano detrazioni per figli a carico over 21 (gli under 21 rientrano nell’AUU); -
I rimborsi IRPEF arrivano di norma sulle buste paga di ottobre/novembre, per chi invia la dichiarazione entro settembre; -
Le spese detraibili per i figli (scuola, sport, istruzione…) possono essere recuperate nella dichiarazione; -
Un 730 corretto e tempestivo garantisce una più rapida definizione degli importi e riduce il rischio d’incidenza negativa sui flussi reddituali futuri.
Senza obbligo di presentazione 730 solo chi ha redditi da un unico sostituto d’imposta e determinati requisiti. Chi invece ha più CU deve presentare la dichiarazione per evitare sanzioni e per completare i corretti calcoli di conguaglio fiscale.
Le informazioni dichiarate quest’anno avranno impatto sulla quantificazione dell’ISEE 2027 e dei successivi assegni.
Dott. Giovanni Matano
Il Dott. Giovanni Matano è un esperto di fiscalità pratica e consulente fiscale con oltre 15 anni di esperienza nel settore. Laureato in Economia e Commercio presso l’Università Bocconi di Milano, ha dedicato la sua carriera a supportare piccole e medie imprese nella pianificazione fiscale e nell’ottimizzazione delle agevolazioni fiscali. La sua competenza si estende anche …
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