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Milano positiva
Piazza Affari lima i guadagni nel corso della seduta. Alle 12:50 l’indice Ftse Mib segna un +0,26% a 52.754 punti. A pesare sul listino milanese arrivano i cali di oltre un punto percentuale di Leonardo, Avio e Nexi.
Di segno opposto soprattutto i titoli legati al petrolio, sostenuti dal nuovo aumento delle quotazioni del greggio. Il future sul Brent viaggia a 90,90 dollari al barile, in rialzo del 5,55%, dopo l’escalation delle tensioni nello Stretto di Hormuz. Nel dettaglio, Tenaris guadagna il 2,7%, Eni il 2,35% e Saipem il 2,4%. Il movimento segue la ripresa degli scontri diretti tra Washington e Teheran.
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Spread a 82 punti
Lo spread tra Btp e Bund ha aperto la seduta senza variazioni rispetto alla chiusura di venerdì: il differenziale di rendimento tra il Btp decennale benchmark e il Bund tedesco di pari durata si è attestato a 82 punti base, confermando il livello di fine settimana scorso.
Il rendimento del Btp decennale benchmark ha invece segnato un lieve aumento, portandosi al 4,10% in avvio di seduta, in rialzo rispetto al 4,09% registrato alla chiusura della vigilia.
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Giù la difesa
Resta alta l’attenzione sul fronte della difesa, con i mercati che monitorano l’evoluzione della spesa militare nei Paesi membri della Nato.
Secondo il Financial Times, il percorso del Regno Unito verso l’obiettivo di destinare il 3% del Pil alla difesa entro il 2030 potrebbe subire dei ritardi, anche se l’impegno generale al rafforzamento delle spese militari nel lungo periodo resta confermato. Il tema ha un impatto diretto su Fincantieri, in calo dell’1,20% a 12,37 euro, e soprattutto su Leonardo, che perde l’1% a 52,3 euro: il gruppo italiano realizza nel Regno Unito il 13% del proprio fatturato e del backlog.
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Bene i titoli oil a Piazza Affari
Sul listino milanese il forte rimbalzo del greggio sostiene i titoli energetici: Saipem guadagna l’1,8%, Tenaris l’1,96% ed Eni il 2%. Il cane a sei zampe è sotto i riflettori anche per la collaborazione in corso con le autorità venezuelane, finalizzata a sostenere il rilancio del settore energetico del Paese sudamericano. La mossa arriva dopo l’annuncio del presidente Donald Trump di un’iniziativa senza precedenti da parte degli Stati Uniti, volta ad assumere il controllo di un quinto delle vaste riserve petrolifere del Venezuela.
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Come aprono i mercati
Le borse europee hanno aperto la giornata con un andamento contrastato. Milano e Parigi hanno mostrato un avvio piatto, con Milano che ha registrato un calo dello 0,09% e Parigi una lieve crescita dello 0,04%. Francoforte, invece, ha chiuso la seduta in calo dello 0,4%. In questo contesto di incertezza, i titoli petroliferi hanno registrato un buon inizio, con Eni che ha segnato un aumento dell’1,5%.
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Europa in rosso
Le borse europee sono attese in leggero calo all’apertura (-0,15% il future sull’Eurostoxx50), dopo l’escalation di tensioni tra Stati Uniti e Iran che ha spinto verso l’alto i prezzi del greggio.
Il future sul Brent ha registrato un balzo del 5,16%, portandosi a 90,55 dollari al barile, dopo che domenica 30 agosto le forze statunitensi hanno colpito due lanciamissili iraniani sull’isola di Larak. Si tratta dei primi attacchi noti degli Stati Uniti contro l’Iran dalla fine di luglio. In risposta, Teheran ha preso di mira le postazioni americane in Giordania. Il presidente Donald Trump ha poi pubblicato un post in cui ha annunciato: “Ridurremo l’isola di Kharg”, il principale terminale petrolifero iraniano, “in mille pezzi”.
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