Voucher Cloud e Cybersecurity 2026, come fare domanda


Le imprese di autotrasporto e logistica possono accedere al nuovo Voucher Cloud & Cybersecurity 2026.

Il MIMIT sostiene gli investimenti digitali di PMI e lavoratori autonomi. Sono agevolati servizi cloud, software gestionali e soluzioni di cybersecurity.

Il decreto direttoriale del 4 agosto 2026 definisce tempi e modalità di apertura dello sportello. Le risorse disponibili ammontano a 150 milioni di euro.

Il provvedimento non esclude le imprese di trasporto e logistica. Possono accedere le PMI di tutto il territorio nazionale, a prescindere dalla forma giuridica. Sono ammessi anche i lavoratori autonomi che rispettano i requisiti previsti.

Quanto vale il Voucher Cloud e Cybersecurity

Il voucher rimborsa metà della spesa. La soglia minima è 4.000 euro. Il contributo massimo è 20.000 euro. Chi spende 20.000 euro può riceverne 10.000.

Per arrivare al massimo, la spesa deve essere almeno di 40.000 euro.

Quali imprese di autotrasporto e logistica possono partecipare

Possono fare domanda le PMI e i lavoratori autonomi di tutta Italia. Tra i requisiti c’è anche la connessione internet. Al momento della domanda deve essere attivo un contratto con almeno 30 Mbps in download.

Di conseguenza, possono potenzialmente beneficiare del voucher anche imprese come:

aziende di autotrasporto merci;
operatori della logistica;
imprese di spedizione;
aziende che gestiscono magazzini e distribuzione;
PMI impegnate nella supply chain e nei servizi collegati al trasporto.

L’effettiva ammissibilità dipende comunque dal possesso di tutti i requisiti previsti dal decreto ministeriale del 18 luglio 2025 e dalle caratteristiche del progetto presentato.

Quali investimenti possono finanziare le imprese di trasporto

Il piano deve introdurre qualcosa di nuovo. Non basta acquistare una soluzione uguale a quella già usata.

Sono ammessi anche strumenti più evoluti o più sicuri. Per autotrasporto e logistica il voucher può servire, ad esempio, per migliorare la gestione dei dati o la sicurezza informatica.

Tra le spese ammesse ci sono firewall, router, switch e sistemi IDS/IPS. Rientrano anche antivirus, antimalware e software per il controllo delle reti.

Sono compresi inoltre sistemi di crittografia, piattaforme SIEM e strumenti per gestire le vulnerabilità.

Cloud, ERP e software gestionali tra le spese ammissibili

Particolarmente rilevanti per il settore della logistica sono anche i servizi cloud IaaS e PaaS, tra cui virtual machine, storage e backup, servizi di rete e sicurezza, VPN, protezione DDoS e database.

Il decreto include inoltre diversi servizi cloud SaaS, come:

software di contabilità;
sistemi per la gestione delle risorse umane;
piattaforme ERP e workflow;
strumenti di produttività aziendale;
soluzioni integrate con funzionalità di intelligenza artificiale;
CMS ed e-commerce;
CRM;
strumenti di collaborazione e centralino virtuale.

Per un’impresa di trasporto o logistica, quindi, può risultare agevolabile, a seconda delle caratteristiche concrete del progetto e della presenza della soluzione nell’elenco ministeriale, l’adozione di un nuovo ERP cloud, di sistemi più avanzati per la gestione dei flussi aziendali oppure di infrastrutture di backup e cybersecurity.

Ammessi anche servizi professionali, ma con un limite

Il voucher può finanziare anche servizi di configurazione, monitoraggio e supporto continuativo, compresi alcuni servizi professionali collegati alle soluzioni acquistate.

Queste spese possono però rappresentare al massimo il 30% del piano complessivo e devono essere connesse agli altri prodotti o servizi agevolabili. Non sono invece ammesse le spese per la formazione dei beneficiari.

Cosa non viene finanziato

Uno degli aspetti più importanti per le aziende che già utilizzano software gestionali o servizi cloud riguarda l’esclusione delle semplici sostituzioni o estensioni di strumenti esistenti.

Non sono ammesse le spese per prodotti o servizi con prestazioni sostanzialmente analoghe a quelli già utilizzati.

Sono inoltre esclusi i semplici aggiornamenti di versione se non producono un miglioramento sostanziale, così come l’estensione di una licenza già posseduta o il semplice aumento del numero di utenti o postazioni.

Un upgrade può invece essere valutabile quando introduce un salto tecnologico effettivo, ad esempio attraverso nuove funzionalità di automazione o intelligenza artificiale.

Acquisto diretto o abbonamento

I prodotti e i servizi agevolabili possono essere acquisiti in tre modi:

acquisto diretto;
abbonamento;
combinazione tra acquisto diretto e abbonamento.

Con l’acquisto diretto c’è un anno di tempo per sostenere la spesa e pagarla. Per l’abbonamento, invece, la durata minima è di 24 mesi. Se il contratto dura più a lungo, sono considerate ammissibili soltanto le spese relative ai primi 24 mesi.

Quando presentare domanda

La procedura è organizzata in due fasi. A partire dalle ore 12:00 del 20 ottobre 2026 sarà possibile iniziare la compilazione della domanda sulla piattaforma informatica del MIMIT.

Le domande si possono inviare dalle 12:00 del 10 novembre 2026. Il termine è fissato alle 12:00 del 20 gennaio 2027.

Lo sportello può chiudere prima, se finiscono i fondi disponibili.

Attenzione all’ordine cronologico

Le domande vengono valutate dal Ministero, con il supporto di Invitalia, secondo l’ordine cronologico di presentazione.

Per le imprese interessate diventa quindi opportuno predisporre in anticipo la documentazione e completare la fase di compilazione prima dell’apertura ufficiale dell’invio.

Ogni soggetto può presentare una sola domanda di agevolazione.

Come si presenta la domanda

Per accedere alla procedura informatica sono previsti SPID, Carta nazionale dei servizi o Carta d’identità elettronica.

Durante la fase preparatoria sarà necessario inserire i dati richiesti, caricare gli allegati, generare il modulo di domanda in PDF, firmarlo digitalmente e ricaricarlo sulla piattaforma.

Il sistema rilascerà quindi un codice di predisposizione domanda, necessario per effettuare successivamente l’invio formale. È inoltre obbligatorio disporre di una PEC attiva.

Le offerte dei fornitori devono essere già disponibili

Alla domanda devono essere allegate le offerte relative ai prodotti e ai servizi scelti. Le offerte devono indicare i codici identificativi attribuiti ai prodotti o servizi nell’elenco ministeriale e devono descrivere lo stato tecnologico iniziale dell’impresa e il miglioramento assicurato attraverso l’investimento.

Nel caso di un prodotto o servizio completamente nuovo, dovrà invece risultare che la soluzione non è già nella disponibilità del richiedente.

Questo significa che, per un’impresa di autotrasporto o logistica interessata all’incentivo, sarà importante individuare preventivamente sia il prodotto sia il fornitore abilitato dal MIMIT.

Voucher Cloud e Cybersecurity: un’opportunità per digitalizzare trasporti e logistica

Per autotrasporto e logistica il voucher può aiutare a coprire parte delle spese digitali. Il contributo arriva al 50% dei costi ammessi. Il tetto massimo è di 20.000 euro.

Tra gli investimenti possibili ci sono nuovi ERP, servizi cloud, sistemi di backup e strumenti per la cybersecurity. Sono ammesse anche soluzioni più evolute rispetto a quelle già utilizzate.

La condizione essenziale è che non si tratti di una semplice estensione delle tecnologie esistenti e che prodotti, servizi e fornitori siano ricompresi nell’apposito elenco previsto dalla misura.

Per le aziende del trasporto interessate a partecipare, la prima data da segnare in calendario è quindi il 20 ottobre 2026, quando inizierà la compilazione delle domande, in vista dell’apertura dello sportello del 10 novembre 2026.

Leggi anche: Credito d’imposta autotrasporto, domanda e accesso alla piattaforma ADM


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